Vignale Monferrato, l’assassinio di Loredana deve aprire in tutti una profonda e seria riflessione
di Massimo Iaretti
Venerdì sera alle 20.30, partendo da piazza del Popolo, Vignale Monferrato ricorderà Loredana Ferrara, con una fiaccolata.
Un’altra donna è stata barbaramente colpita da una mano assassina e mai come in questa occasione le parole pronunciate dal padre di Giulia Cecchettin a Sanremo nel febbraio scorso, sono risuonate alla mente, chiare e nette: “Se non si cambia mentalità, il prossimo anno la novità saranno soltanto dei nuovi nomi di donne uccise”.
In questo caso la giustizia farà sicuramente il suo corso, ma quello che TUTTI devono fare è una riflessione seria e profonda – al di là di quanto accaduto a Vignale ma che purtroppo si ripete ormai ovunque quasi tutti i giioni – sul fatto che se l’Italia ha abolito il delitto d’onore nel 1981, ovvero ieri l’altro, è ancora un Paese immerso nel rapporto di genere in pieno Medioevo.
Certo la posizione della donna nella società, nel mondo del lavoro, nella vita, ha fatto da allora – per fortuna – enormi passi in avanti ma sovente le pari opportunità, l’uguaglianza è ancora soltanto formale e un maschilismo di fondo permane.
Non è il caso di fare tante analisi sociologiche o psicologiche, di entrare in un carosello di ipotesi e contro ipotesi. Occorre che ognuno si faccia un serio esame di coscienza guardandosi dentro di sè.
Senza dimenticare che una vita, la vita di una donna anche in questo caso è stata barbaramente, tragicamente interrotta e che a questo non si può essere indifferenti o, peggio ancora, colpiti nell’immediato per poi voltare pagina subito dopo come se niente fosse.
E non bisogna neanche dimenticare il dramma ed il dolore di chi resta, a cui va tutta la nostra vicinanza, dal profondo del cuore.
Perché è col Cuore e con il Rispetto, oltre che con la Legge che si potrà invertire questa terribile tendenza.








