Tortona, Le Risposte del Sindaco Chiodi non Convincono
CASA DI MOMBISAGGIO – TORRE CALDERAI: LE RISPOSTE DEL SINDACO
CHIODI NON CONVINCONO
Dopo la nostra richiesta in merito al destino dell’immobile confiscato alla mafia a Mombisaggio – Torre
Calderai, è arrivata la replica del Sindaco Chiodi che conferma che l’assegnazione è stata revocata,
sostenendo però che quel bene si rivelava “non adatto a questo tipo di attività”, che “non sempre questi
beni possono essere riutilizzati, ma andrebbero invece abbattuti” e che “a Tortona sono previsti
importanti investimenti nell’ambito dell’assistenza e del sociale, come ad esempio la ristrutturazione del
complesso del Loreto, che potranno certamente supplire alla mancata realizzazione di un progetto nella
villa di Torre Calderai”.
Riteniamo gravissimo che il nostro comune non sia riuscito a fare quello che moltissimi altri comuni,
anche in presenza di beni molto più ammalorati e di più difficile riutilizzo, sono riusciti a fare. Il
riutilizzo dei beni frutto delle attività criminali rappresenta una vittoria dello stato contro la mafia:
l’incapacità dimostrata ne rappresenta, purtroppo, la sconfitta. Tanto più grave in questi giorni, nel
trentesimo anniversario della legge 109/96 sul riutilizzo dei beni confiscati alla mafia.
Ci chiediamo, allora: se quell’immobile non è adatto ad essere riutilizzato per scopi sociali (e,
precisamente, quale casa protetta per donne maltrattate) , perché nel 2021 la Giunta aveva manifestato
formalmente “la disponibilità del Comune di Tortona ad acquisire il bene per soddisfare esigenze e
raggiungere finalità di carattere sociale, emergenza abitativa, protezione di situazioni a rischio”? Su
quali basi era stata deliberata tale disponibilità? Un’Amministrazione efficiente effettua ogni necessaria
verifica prima di deliberare una disponibilità formale ad acquisire un immobile e non successivamente,
come è invece accaduto.
E poi: per quale motivo il Comune ha atteso quattro anni per dichiararlo? Perché, ricordiamo, non ci
troviamo di fronte a una “rinuncia” del Comune di Tortona, ma a una revoca disposta da altra autorità in
risposta all’inerzia del Comune stesso; inerzia comprovata dai documenti reperibili sul sito del Comune,
in cui si legge ancora oggi che “nel primo semestre 2025 verrà pubblicato un bando per manifestazione
di interessi”.
Va sottolineato come la misura decisa dall’Anbsc (Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni
sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) sia una misura estrema: sono rarissimi i casi in cui
un bene consegnato a un ente locale è stato poi ripreso dall’Agenzia, e nessuno di questi è mai accaduto
nel nord Italia.
E ancora: con quali risorse gli immobili confiscati alla criminalità devono essere abbattuti (in totale
spregio del lodevole spirito della normativa vigente)?
Questo tenendo anche presente che la Regione Piemonte sostiene il riutilizzo sociale dei beni confiscati
alla criminalità organizzata principalmente attraverso la Legge Regionale n. 14 del 18 giugno 2007, che
finanzia i Comuni per il recupero e la valorizzazione di tali immobili. Un bando specifico per il 2025
2026 prevede contributi fino al 70-90% per le spese di investimento. Ma questo bando, ovviamente,
sostiene i comuni che riutilizzano, non che abbattono.
Secondo l’amministrazione, la ristrutturazione del complesso del Loreto, finanziata con i fondi del
PNRR, potrebbe supplire al mancato riutilizzo della villa confiscata. A quanto consta, i progetti relativi a
due fabbricati del complesso sono già finalizzati a persone in situazione di povertà estrema o con
disabilità. Progetti ovviamente pienamente meritori, ma un terzo fabbricato, sul quale ad oggi non è
previsto alcun intervento, potrebbe essere destinato all’uso che fu previsto per l’immobile di
Mombisaggio – Torre Calderai.
Aggiungiamo inoltre che dati i tempi in cui viviamo, dove le emergenze di tipo sociale sono in continuo
e spaventoso aumento, ogni intervento volto a limitarne le disastrose conseguenze andrebbe sostenuto e
non certo abbandonato.
In conclusione: la realtà dei fatti ci racconta molto semplicemente che un immobile confiscato alla mafia
è stato di fatto “bloccato” per molti anni da un’Amministrazione che non ha saputo destinarlo né allo
scopo al quale lo si voleva destinare, né ad alcun altro scopo sociale.
Tortona, 25/2/2026
Il Circolo del Partito Democratico di Tortona









