I Chocolate Watchband sono una delle band più leggendarie e mitiche della scena garage rock/psych degli anni ’60 americani.

The Chocolate Watchband: I ribelli del garage rock californiano

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di Nico Colani
I Chocolate Watchband sono una delle band più leggendarie e mitiche della scena garage rock/psych degli anni ’60 americani. Nati nella Bay Area della California, incarnano perfettamente lo spirito selvaggio, ribelle e grezzo di quel periodo: un mix esplosivo di blues rivisitato, energia proto-punk e psichedelia nascente, con un’attitudine da “Stones americani” che li ha resi iconici tra gli appassionati, anche se il grande successo commerciale li ha sempre elusi.

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Le origini (1965)

Il gruppo si forma nell’estate del 1965 a Los Altos (vicino a San Jose), da un’idea di due chitarristi, Ned Torney e Mark Loomis, che avevano già suonato insieme nel 1964 nei Chaparrals (una surf band). La prima formazione includeva Rich Young al basso, Pete Currey alla batteria (presto sostituito da Gary Andrijasevic, con background jazz), Jo Kemling all’organo e Danny Phay alla voce.

Questa line-up iniziale ebbe vita breve: cambi continui, abbandoni (Torney, Phay e Kemling se ne andarono per formare i Topsiders) e scioglimenti temporanei portarono Loomis a riformare il gruppo con nuovi elementi. Dopo un periodo di transizione, nacque la formazione “classica” del 1966-67: Mark Loomis (chitarra), Dave Aguilar (voce), Gary Andrijasevic (batteria), Sean Tolby (chitarra) e Bill “Flo” Flores (basso).

Dave Aguilar, studente alla San Jose State, fu notato da Loomis e Tolby mentre suonava in un’altra band. Portò un’energia da frontman carismatico, con uno stile vocale che ricordava Mick Jagger.

La strada verso il successo (1966-1967)

La band si affermò rapidamente nella Bay Area suonando cover di blues e brani oscuri della British Invasion (Kinks, Yardbirds, Stones), spesso riarrangiati in chiave potente e grezza. Suonarono con i Grateful Dead, aprirono per Frank Zappa e le Mothers of Invention (al Fillmore, in una serata storica con l’ultima performance di Lenny Bruce), e costruirono una reputazione per i live selvaggi e intensi.

Il contratto con Green Grass Productions (produttori Ray Harris e Ed Cobb) portò ai primi singoli: “Sweet Young Thing” (di Cobb, un successo locale nella primavera 1967, poi coverizzato dai Jet) e la cover di Dylan “It’s All Over Now, Baby Blue”. Aguilar iniziò a scrivere brani originali come “Right By My Side”, “Gone & Passes By” e altri.

Apparizioni in film exploitation come Riot on Sunset Strip (1967, con scene live) e The Love-Ins (che ispirò “Are You Gonna Be There (At the Love-In)”) aumentarono la visibilità. Il loro stile era più hard e garage rispetto alle sperimentazioni hippie della zona, ma perfettamente calato nell’atmosfera della California psichedelica.

Curiosità e conflitti con Ed Cobb

La storia dei Watchband è segnata da tensioni con il produttore/manager Ed Cobb (noto anche per “Dirty Water” dei Standells e “Tainted Love”). Cobb impose canzoni, usò musicisti di studio e addirittura voci sostitutive (come Don Bennett al posto di Aguilar) su diversi brani, specialmente su The Inner Mystique (1968), dove buona parte del materiale non vede i veri membri della band.

I musicisti non digerirono queste scelte: comprarono copie del singolo “Misty Lane”/“She Weaves A Tender Trap” e le usarono come bersaglio per sparare! Loomis, insoddisfatto, lasciò il gruppo per le droghe e altri progetti. La band si sentiva tradita: Cobb voleva una psichedelia “dolce” e strumentale, lontana dal loro sound live aggressivo e centrato sui testi.

Un altro aneddoto divertente: per via del nome “Chocolate”, la label li catalogò inizialmente come gruppo soul/R&B, facendoli suonare con artisti neri come Chuck Berry, Coasters e Jackie Wilson. Suonarono anche come “The Hogs” per un brano biker (“Blues Theme”).

Evoluzione e fine degli anni ’60

Dopo vari cambi di formazione (inclusa una con Chris Flinders alla voce), tornarono Loomis e Andrijasevic con Danny Phay e Ned Torney. Pubblicarono One Step Beyond (1969), ma il successo calò. Lo scioglimento arrivò intorno al 1970.

Discografia principale anni ’60:

  • No Way Out (1967)
  • The Inner Mystique (1968)
  • One Step Beyond (1969)

La riscoperta e le reunion (1999-oggi)

Riscoperti grazie a compilation come Nuggets e al lavoro di storici del garage, i Watchband si riformarono nel 1999 per concerti (inizialmente con Mike Stax degli Ugly Things). Pubblicarono album nuovi come Get Away (2000) e live At The Love-In Live (2001), e continuarono a suonare in Europa e USA, spesso con line-up variabili.

Dave Aguilar è rimasto il cuore pulsante: astronomo, autore di libri per bambini sulla scienza e musicista instancabile. Nel 2024 ha annunciato nuovo materiale (anche su Bandcamp) e ha tenuto quello che sembrava un concerto d’addio al Whisky a Go Go di Hollywood, accompagnato dai The Loons. Molti membri storici sono purtroppo scomparsi, ma lo spirito continua.

Perché sono ancora affascinanti

I Chocolate Watchband rappresentano l’essenza del garage rock “vero”: giovani, grezzi, potenti sul palco, sabotati dall’industria ma capaci di lasciare un’eredità enorme. Il loro sound – proto-punk, psichedelico ma radicato nel blues e nel rock ’n’ roll – influenza ancora oggi band revival. Non ebbero hit nazionali, ma per gli amanti del genere sono leggende assolute: un pezzo di storia della California underground che continua a suonare forte.

Se ami il garage rock degli anni ’60, metti su No Way Out o cerca i loro live recenti: ti trasporteranno direttamente nella Summer of Love… ma con le zanne!

Una band che non ha mai mollato davvero il palco. E noi fan ne siamo felici.

ASCOLTA LA VERSIONE AUDIO A CURA DI ROBERTO BIASOTTI DI RADIO START 1

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