Come è noto, il 2026 non è iniziato in maniera ottimale per le Terme di Acqui e gli addetti di questa azienda, sono stati ben 25 i licenziamenti effettuati dalla proprietà. Su questo il Partito Liberaldemocratico ha preso immediatamente posizione, ma ha altresì cercato di trovare soluzioni e sicuramente si è posto in maniera propositiva per tentare di giungere ad una soluzione. Grazie all’operato congiunto di Nicola De Angelis, consigliere provinciale e comunale del Partito Liberaldemocratico, Piero Giaccari membro della Segreteria Regionale del PLD, Marcella Fasciolo, Segretaria Provincia di Alessandria del PLD e Barbara Baino Segretaria Regione Piemonte del PLD si è formulata una richiesta all’On. Luigi Marattin, eletto in questo territorio, affinché presentasse una interrogazione parlamentare sull’argomento, in particolare sulla eventuale interruzione di servizio di pubblica utilità. Di seguito riportiamo il testo appena depositato alla Camera dei Deputati.
Al Ministro della Salute, al Ministro delle Imprese e del made in Italy, alla Ministra del Lavoro e delle politiche sociali – Per sapere – premesso che: nel mese di aprile 2026, per effetto dell’articolo 117 della legge della regione Piemonte n. 3 del 09 marzo 2023, le concessioni termali attualmente in capo a Terme di Acqui S.p.A. giungeranno a naturale decadenza avendo raggiunto il limite massimo dei vent’anni espressamente previsto dalla normativa regionale richiamata;
allo stato attuale con la concessione ancora vigente, Alessandro Pater, amministratore delegato di Terme di Acqui S.p.A., ha proceduto al licenziamento di tutto il personale dipendente, pari a 25 unità, determinando di fatto la sospensione dell’attività sanitaria svolta presso lo stabilimento, con particolare riferimento alle cure di fangoterapia, inalazioni, irrigazioni e insufflazioni; tali prestazioni rientrano, ai sensi dell’articolo 20 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2017, recante: “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza “, tra le cure termali erogabili in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale e sono comprese nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), in presenza dei requisiti clinici e organizzativi previsti; alla luce di ciò, appare opportuno e necessario verificare se la sospensione unilaterale di tali attività non si configuri come una interruzione di un servizio di pubblica utilità, considerata la natura sanitaria delle prestazioni e il regime di convenzionamento con il SSN, e non sia una lesione del diritto alla salute; si precisa, inoltre, che nell’intero territorio della Regione Piemonte, la fangoterapia con finalità terapeutiche (e non di mero benessere) risulta attualmente erogata solamente da due strutture: Terme di Acqui e Terme di Lurisia, entrambe storicamente riconosciute per la qualità e maturazione dei propri fanghi termali; pertanto, la sospensione dell’attività sanitaria di Terme di Acqui comporta una drastica riduzione dell’offerta regionale di tali prestazioni, rendendo oggettivamente difficile ipotizzare che una sola struttura operativa possa essere in grado di far fronte alla domanda di erogazione dei LEA termali a livello regionale, con potenziali ricadute sull’effettività del diritto alla salute dei cittadini piemontesi; la sospensione integrale e improvvisa di tali prestazioni, nella vigenza della storica concessione, inizialmente datata 15 maggio 1935, determinata dal licenziamento di tutto il personale sanitario e tecnico addetto, potrebbe configurare un grave turbamento
di un pubblico servizio, soprattutto in assenza di misure alternative idonee ad assicurare la continuità assistenziale; si fa inoltre presente che l’erogazione delle cure termali convenzionate non ha natura meramente commerciale, ma si inserisce nel sistema pubblico di tutela della salute, con obblighi di continuità appropriatezza e accessibilità- : se non ritengano i Ministri interrogati, per quanto di competenza e congiuntamente agli enti territoriali interessati, di adottare iniziative volte ad assicurare la tutela del diritto alla salute dei cittadini piemontesi, in relazione ai trattamenti sanitari svolti da Terme di Aqui in convenzione con il SSN; quali iniziative intendano adottare al fine di salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti licenziati.