Spinetta Marengo, Deambrogio (Prc) sottoscrive le osservazioni del Forum Ambientalista

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Stop definitivo ai PFAS, tutela della salute pubblica e sicurezza immediata per i lavoratori e per la cittadinanza. Sono questi i punti centrali del documento di osservazioni presentato dal Forum Ambientalista ODV ETS, per voce di Michela Sericano, in vista della Conferenza dei Servizi del prossimo 22 luglio 2026 sul riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dello stabilimento Syensqo (ex Solvay) di Spinetta Marengo. Le osservazioni sono state pienamente condivise e firmate anche da Alberto Deambrogio, segretario regionale piemontese del Partito della Rifondazione Comunista, che interviene a sostegno di questa mobilitazione. Il testo depositato dalle associazioni e sottoscritto da Deambrogio pone vincoli categorici per il futuro del sito industriale: bando totale dei PFAS.

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Richiesta di vietare produzione, utilizzo e detenzione di qualsiasi PFAS. Il gruppo ha già annunciato a livello internazionale la dismissione di queste sostanze entro il 2026.

Verifiche indipendenti: autorizzare nuove produzioni solo dopo analisi terze che certifichino la non nocività dei sostituti, evitando il ripetersi di casi come il cC6O4 e l’ADV.

Sicurezza sugli incidenti rilevanti: limitare la potenzialità degli impianti affinché l’area di danno immediato (IDLH) in caso di incidente grave resti confinata dentro il sito e non colpisca le zone abitate circostanti.

Tracciabilità totale e stop scarichi: controllo rigoroso su fanghi e rifiuti (visti i recenti ritrovamenti di cC6O4 persino nelle discariche di Torino) e stop immediato agli scarichi nel sottosuolo e nelle falde acquifere.

Il Forum Ambientalista ha inoltre formalmente richiesto di partecipare in qualità di uditore alla Conferenza dei Servizi per vigilare sul rispetto della salute pubblica.

La dichiarazione di Alberto Deambrogio: «Ho voluto firmare e sostenere con convinzione le osservazioni promosse da Michela Sericano e dal Forum Ambientalista perché rappresentano lo strumento tecnico e politico per dare corpo a una lotta sacrosanta. La tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute dei cittadini non sono più negoziabili. Spinetta Marengo non può più essere una ferita aperta per il territorio alessandrino. Esigere che i cerchi di danno in caso di incidente non tocchino le case e pretendere l’azzeramento dei composti fluorurati nell’acqua non significa voler chiudere le fabbriche. Al contrario, significa porre le basi per un lavoro dignitoso e sicuro. Non c’è dignità nel lavoro se questo mette a rischio la vita di chi sta dentro i cancelli e di chi vive nelle aree limitrofe. La riconversione ecologica e la trasparenza sui rifiuti sono gli unici binari possibili per garantire il futuro occupazionale e la vita del territorio. Chiediamo che la Provincia e il Comune considerino queste prescrizioni vincolanti nell’AIA del 22 luglio

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