Sinistra Italiana Alessandria interviene per i gravi infortuni sul lavoro in provincia

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riceviamo e pubblichiamo da Sinistra Italiana Alessandria

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Nel nostro territorio questa mattina si sono registrati due incidenti sul lavoro: un operaio schiacciato
da una cabina elettrica a Tagliolo Monferrato e un lavoratore ustionato all’azienda Paglieri di
Alessandria.
Dall’inizio del 2025 le cronache locali ci hanno raccontato di un 39enne caduto da un’impalcatura a
Pietra Marazzi, di un uomo di 60 anni rimasto incastrato tra le lame di una motozappa a Monte
Valenza, di un operaio investito da un camion nel cantiere del Terzo Valico a Franconalto, di un
operaio di 61 anni morto schiacciato tra due muletti ad Ottiglio. Poi, ci sono tutti gli incidenti che
non finiscono sui giornali, che restano invisibili: non denunciati, non contati.
Vogliamo essere chiari: ogni incidente è grave di per sé, indipendentemente dall’esito. Non deve
succedere. Non è un numero, non è statistica a cui abituarsi. È una vita che rischia, è un errore
strutturale che si poteva evitare. Non possiamo aprire gli occhi solo per versare lacrime davanti ad
un lutto. Dobbiamo aprirli prima, agire prima, fermare il prossimo incidente prima che succeda.
“In Italia, in media, 3 persone al giorno muoiono sul lavoro,- ricorda Eugenio Spineto, Segretario
di Sinistra Italiana Alessandria- viviamo in un’epoca in cui la gente parla con l’intelligenza
artificiale, esplora lo spazio, stampa organi in 3D, eppure ancora non siamo riusciti a garantire
che andare a lavorare non sia un rischio. È progresso questo? Qualcosa non sta funzionando. È
evidente.”
Molti incidenti nascono anche da appalti e subappalti che creano catene dove la responsabilità si
perde e le norme di sicurezza diventano optional, e da salari bassi e contratti precari che costringono
i lavoratori a correre durante turni massacranti e ad accettare strumenti di sicurezza inadatti.
Sappiamo che non esiste il “rischio zero”, ma troppo spesso non si muore di lavoro per fatalità: è un
problema strutturale, economico e politico.
Che “non si può morire di lavoro” ce lo siamo detti milioni di volte, è ora di chiederci davvero cosa
è necessario fare per evitare che succeda di nuovo.
Servono controlli veri e ispettorati capaci di intervenire subito; formazione reale e strumenti
adeguati per ogni lavoratore; trasparenza totale su ogni incidente, anche quelli minori;
responsabilità immediata dei datori di lavoro; un salario minimo dignitoso, che permetta ai
lavoratori di fare il loro lavoro senza correre rischi insensati.