Ecolibarna, bonifica, Sinistra Italiana Alessandria, Serravalle Scrivia

Serravalle Scrivia, Ecolibarna: bonifica ancora bloccata

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Ecolibarna: bonifica ancora bloccata. Sinistra Italiana Alessandria: “Ritardi inaccettabili e chiare responsabilità politiche, ma a pagare è il territorio.” La vicenda dell’ex Ecolibarna di Serravalle Scrivia, tornata in questi giorni sulle pagine della stampa locale, è l’ennesima conferma di come in questo territorio l’inquinamento industriale venga affrontato sempre allo stesso modo: tardi, male e sulla pelle delle persone.

Parliamo di un sito contaminato da oltre vent’anni, con un decreto di bonifica che risale al 2002 e una falda che, ancora oggi, presenta livelli di inquinamento elevati e persistenti. Solventi clorurati, idrocarburi, benzene, metalli pesanti come ferro e manganese con concentrazioni oltre i livelli di sicurezza, come dimostrano i monitoraggi più recenti di ARPA.

Eppure, nel 2022 la Regione Piemonte ha stanziato 2,9 milioni di euro che sono arrivati solo a settembre di quest’anno, quando l’accordo di programma era già scaduto. Risultato: fondi restituiti, bonifica ferma, inquinamento che continua.

Qui c’è una responsabilità politica enorme.
La Regione Piemonte non può cavarsela con un ritardo burocratico: quei soldi dovevano arrivare in tempo e devono essere stanziati di nuovo, subito. Ogni mese perso significa contaminazione che resta nel suolo e nella falda, significa rischio per l’ambiente e per la salute pubblica.

Ma c’è anche una responsabilità diretta della Provincia, ente titolare della bonifica. Non basta “prendere atto” del ritardo regionale e restituire i fondi. Quando una soluzione salta, il compito di un’istituzione è averne subito pronta un’altra. La Provincia aveva il dovere di difendere il territorio che amministra, di incalzare Regione e Ministero e pretendere risposte che consentissero di procedere a passo spedito con la bonifica.

Continuare a rimandare, infatti, significa assumersi consapevolmente un rischio elevatissimo. Il sito è attraversato dal rio Negro, affluente dello Scrivia. Ogni stagione di piogge, ogni allagamento, ogni evento meteorologico intenso aumenta il rischio che gli inquinanti si spostino, si diffondano, finiscano altrove.

Purtroppo, questo modus operandi non è un caso isolato.
Ecolibarna, Solvay, Eternit: una lunga storia industriale che ha trasformato l’alessandrino in una sorta di “terra dei fuochi” piemontese, dove per decenni produzione e profitto sono venuti prima della salute e dove le bonifiche- mai realmente completate- arrivano sempre quando i danni sono già enormi.

Non accetteremo che l’inquinamento ambientale faccia in qualche modo parte del nostro paesaggio.
Si continua a raccontare l’alessandrino come terra di eccellenze vinicole, agricole, enogastronomie, con un’ipocrisia che non possiamo più tollerare. Non basta una narrazione patinata a cancellare la realtà. Vendere l’immagine del “made in Alessandria” mentre si lascia marcire l’inquinamento sotto terra è una presa in giro verso chi vive, lavora e produce qui ogni giorno.
Servono risorse immediate, tempi certi e la volontà politica di chiudere davvero questa stagione. La salute pubblica e la salubrità del territorio non possono restare ostaggio dei ritardi della Regione né della passività delle istituzioni locali.