Serata di grande partecipazione per la presentazione del libro La segreta cura di Raffaella Romagnolo, memoir in cui l’autrice racconta con coraggio e trasparenza il suo percorso di vita con la sclerosi multipla, diagnosticata a 27 anni.

Ovada, «La segreta cura» di Raffaella Romagnolo: una presentazione intensa tra montagna, scrittura e malattia

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di Nico Colani –
Serata di grande partecipazione per la presentazione del libro La segreta cura di Raffaella Romagnolo, memoir in cui l’autrice racconta con coraggio e trasparenza il suo percorso di vita con la sclerosi multipla, diagnosticata a 27 anni.

A dialogare con la scrittrice, presso il tavolo degli ospiti, l’Assessore alla Cultura, Istruzione, Formazione professionale, Politiche giovanili, Volontariato e Turismo Sabina Caneva, che ha curato sia l’introduzione sia le domande, guidando con sensibilità un confronto profondo. In sala erano presenti il Vice Sindaco Mario Esposito e la Consigliera Luisa Russo. Per l’occasione hanno accompagnato Raffaella Romagnolo il marito e la sorella.

Serata di grande partecipazione per la presentazione del libro La segreta cura di Raffaella Romagnolo, memoir in cui l’autrice racconta con coraggio e trasparenza il suo percorso di vita con la sclerosi multipla, diagnosticata a 27 anni.
La Scrittrice Raffaella Romagnolo e Sabrina Caneva Assessore

Con la consueta prosa sorvegliata e diretta, Raffaella Romagnolo ha affidato alle pagine del libro un racconto personale impervio, affrontato – come recita la recensione su Amazon – «con il contegno di chi sa tenere gli occhi sulla porzione di sentiero davanti a sé, prima che sulla cima».

L’autrice ha ricostruito il lungo cammino che l’ha portata a scrivere il libro: la decisione è maturata dopo un’intervista per una ricerca in antropologia medica condotta a Barcellona, nell’ambito della tesi di dottorato di una giovane ricercatrice. Raccontando la propria storia a un’altra persona, Romagnolo ha compreso che quella che per anni aveva tenuto chiusa in un faldone rosso poteva diventare una narrazione utile anche per gli altri.

Serata di grande partecipazione per la presentazione del libro La segreta cura di Raffaella Romagnolo, memoir in cui l’autrice racconta con coraggio e trasparenza il suo percorso di vita con la sclerosi multipla, diagnosticata a 27 anni.

«Ho cominciato a guardare quello che mi era successo da un punto di vista diverso, quello di chi scrive per qualcun altro che non sia tu», ha spiegato. Da qui la scelta di applicare lo stesso metodo rigoroso usato per i suoi romanzi: documentazione medica (referti, risonanze, esami), memoria verificata e una poetica della trasparenza che non risparmia nulla, nemmeno gli aspetti più intimi e riservati.

Nel corso della presentazione è emerso chiaramente come la scrittura sia diventata, per l’autrice, la cura segreta. Il titolo di lavoro del libro era proprio La cura, parola dal significato ampio che nel latino indica terapia, preoccupazione, ma anche pena d’amore. Una “cura” intesa come atteggiamento di attenzione costante verso sé stessi e verso il mondo.

Romagnolo ha ripercorso anche la storia della sclerosi multipla, dalle prime descrizioni antiche (compresa quella di una santa medioevale) fino alle terapie attuali, che rallentano la malattia senza però guarirla. Ha parlato della diagnosi come evento che cambia radicalmente lo sguardo su di sé e sugli altri, delle visite per il rinnovo della patente per invalidi, del rapporto con i familiari e con i caregiver, ma anche dell’aspetto sociale e di genere della malattia (diagnosi prevalentemente femminili tra i 25 e i 40 anni, farmaci testati soprattutto sui maschi, scarsa presenza di neurologhe).

Serata di grande partecipazione per la presentazione del libro La segreta cura di Raffaella Romagnolo, memoir in cui l’autrice racconta con coraggio e trasparenza il suo percorso di vita con la sclerosi multipla, diagnosticata a 27 anni.

Molto toccante il legame raccontato con la montagna: prima della diagnosi, Raffaella era una giovane donna atletica che progettava di salire sul Monte Rosa. La malattia ha ridimensionato quei desideri («Meno riesco a pensarmi alpinista, più scrivo»), ma ha aperto la strada alla letteratura. Il mondo si è ristretto fisicamente, ma si è ampliato attraverso la scrittura.

Con un’immagine forte, l’autrice ha definito la sclerosi multipla «mia sorella»: «Lei quando è arrivata ha cambiato la mia vita per sempre. Ci sono cose che sappiamo solo io e lei».

Una serata intensa, che ha mostrato come sia possibile trasformare una condizione di fragilità in uno strumento di conoscenza di sé e di relazione con gli altri. La segreta cura non è solo il racconto di una malattia, ma una riflessione profonda sulla condizione umana, sulla necessità di curarsi e sulla capacità di trovare nuove forme di desiderio quando alcune porte si chiudono.

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