Il Comune di Ovada aderisce, il 1° febbraio 2026, alla Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, insieme ad Istituzioni e Comuni di tutta Italia per chiedere: “Stop alle bombe sui civili”.
Di fronte all’intensificarsi delle violenze in numerosi contesti bellici, appare necessario ribadire con forza l’assoluta necessità di proteggere i civili.
Oggi nel mondo sono in corso 32 guerre e 23 situazioni di crisi, il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale (Fonti: Atlante delle guerre dei conflitti del mondo; L’Osservatorio – Centro di ricerche sulle vittime civili dei conflitti).
Gli effetti delle armi esplosive nei centri urbani sono devastanti: il 90% delle vittime sono civili, che riportano ferite complesse e traumi psicologici duraturi (Fonte: www.aoav.org.uk).
Nel 2024, 59.524 civili sono rimasti uccisi da armi esplosive (Fonte: AOAV, ottobre 2025) e 8.370 sono bambini (Fonte: Save the Children UK).
In questo drammatico contesto, il Comune di Ovada accoglie con convinzione l’invito dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra (ANVCG) e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) ad aderire alla campagna “Stop alle bombe sui civili”.
Per l’occasione, nella serata del 1° febbraio verrà illuminato di blu il Palazzo Delfino e verrà esposto lo striscione contro le bombe sui civili, un gesto simbolico che vuole essere un appello alla comunità internazionale per chiedere il rispetto del Diritto internazionale umanitario e la protezione dei civili.
Invitiamo tutti i cittadini a riflettere sull’importanza della protezione dei civili e ad approfondire il tema delle vittime civili di guerra attraverso il sito ufficiale www.anvcg.it e i canali social dell’Associazione.
“Abbiamo aderito subito con convinzione a questa campagna – dichiara l’assessore alla Cultura Sabrina Caneva – che trova piena corrispondenza con la visione della nostra Città che ha saputo organizzarsi, in questi mesi, con la straordinaria iniziativa di Passi di Pace e città che ha nella cultura della pace, del diritto e della solidarietà le proprie più profonde radici”.