Ovada celebra gli 80 anni della Croce Verde: una storia di volontariato, sacrificio e comunità.

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OVADA – Ottant’anni di storia, di impegno silenzioso e di aiuto concreto alla popolazione. La Croce Verde Ovadese ha celebrato un traguardo importante con una festa partecipata e profondamente sentita, che ha richiamato nella sede di Ovada centinaia di persone tra volontari, cittadini e rappresentanti istituzionali.
Fondata l’11 gennaio 1947 da un gruppo di volenterosi, tra mille difficoltà. L’associazione nacque in un’Italia ancora segnata dalle ferite della guerra. Fu il frutto della determinazione di uomini e donne che, con coraggio e spirito di solidarietà, decisero di garantire assistenza sanitaria e trasporto ai malati, quando tutto sembrava ancora fragile e incerto.
Un gesto simbolico e significativo di quei primi anni fu la donazione della prima barella a mano alla Croce Verde Sestrese: un atto semplice, ma carico di significato, che racconta di una solidarietà capace di superare i confini locali già allora.
Nel corso dei decenni, la Croce Verde si è sviluppata e radicata sempre più nel territorio ovadese, diventando un punto di riferimento imprescindibile per il soccorso sanitario e il trasporto sanitario e sociale, come ricordato da Giuseppe Barisone, presidente del sodalizio. Oggi rappresenta una realtà fondamentale per l’intera comunità, grazie al lavoro instancabile e spesso silenzioso dei suoi volontari.
La celebrazione dell’ottantesimo anniversario si è svolta in un clima di grande partecipazione e calore umano. Presenti numerosi sindaci dei comuni dell’Ovadese, a testimonianza del legame profondo tra l’associazione e il territorio. Il sindaco di Ovada, Gian Franco Comaschi ha sottolineato nel suo intervento il valore insostituibile della Croce Verde, definendola “una colonna portante della nostra comunità, esempio concreto di solidarietà e spirito civico”.
Parole di grande intensità sono arrivate anche dal cappellano della Croce Verde, padre Ugo Barani, che ha richiamato il senso umano e spirituale del volontariato, e dal presidente regionale ANPAS, Vincenzo Sciortino, che ha evidenziato il ruolo fondamentale delle pubbliche assistenze nel sistema di emergenza sanitaria.
Momento centrale della giornata è stata l’inaugurazione di due nuovi automezzi, strumenti indispensabili per garantire interventi sempre più tempestivi ed efficaci. Ma è stato soprattutto un gesto a toccare nel profondo tutti i presenti: la dedicazione di una ambulanza a Daniele, giovane volontario recentemente scomparso in un tragico incidente stradale. Il suo nome, inciso su quel mezzo, è diventato memoria viva, presenza che continua a viaggiare accanto a chi ogni giorno presta soccorso. Un silenzio carico di commozione ha unito tutti, trasformando il dolore in un abbraccio collettivo.
Nel corso del pomeriggio è stato inoltre possibile visitare un’esposizione di ambulanze storiche, un percorso emozionante che ha permesso di ripercorrere l’evoluzione dei mezzi di soccorso e dell’assistenza sanitaria nel tempo, ma anche di rivivere, attraverso quei veicoli, le storie e le vite che li hanno accompagnati.
La festa è stata anche l’occasione per riflettere sul valore profondo del volontariato. Dietro ogni intervento, ogni trasporto, ogni emergenza gestita, ci sono persone che scelgono di donare il proprio tempo, spesso sacrificando affetti e riposo, per garantire assistenza a chi ne ha bisogno. Un impegno che va oltre il semplice servizio: è una scelta di vita, fatta di responsabilità, empatia e dedizione.
In una realtà come quella dell’Ovadese, la Croce Verde rappresenta molto più di un’associazione: è una famiglia allargata, un presidio di umanità e solidarietà, capace di unire generazioni diverse nel segno dell’aiuto reciproco.
Ottant’anni dopo quella prima barella, il cuore della Croce Verde continua a battere forte, alimentato dalla passione dei suoi volontari e dalla riconoscenza sincera di un intero territorio. Una storia che non appartiene solo al passato, ma che ogni giorno continua a scriversi, gesto dopo gesto, vita dopo vita.

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