di Nico Colani – Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026 tornerà l’ora legale. Alle 2:00 del mattino le lancette andranno spostate un’ora avanti, passando direttamente alle 3:00. In pratica si dormirà un’ora in meno, ma le giornate sembreranno più lunghe perché il tramonto arriverà più tardi.
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L’ora legale resterà in vigore per circa sette mesi, fino al ritorno dell’ora solare previsto per domenica 25 ottobre 2026, quando alle 3:00 gli orologi torneranno alle 2:00.
Oggi molti dispositivi — smartphone, computer e smartwatch — effettuano il cambio automaticamente. Restano invece da regolare manualmente gli orologi analogici o alcuni elettrodomestici.
Ma la domanda che torna ogni anno è sempre la stessa: serve davvero a risparmiare energia oppure è rimasta solo un’abitudine del passato?
Quanto si risparmia davvero con l’ora legale
Secondo i dati ufficiali del gestore della rete elettrica italiana Terna, l’ora legale continua a produrre un risparmio energetico, anche se più contenuto rispetto al passato.
Nel 2025, nei sette mesi di ora legale, in Italia si sono registrati:
310 milioni di kWh di elettricità risparmiati
circa 90 milioni di euro di minori costi energetici
circa 145 mila tonnellate di CO₂ in meno emesse nell’atmosfera
Il risparmio energetico equivale più o meno al consumo annuale di circa 120 mila famiglie.
Guardando a lungo termine, dal 2004 al 2025, l’adozione dell’ora legale in Italia ha prodotto:
oltre 12 miliardi di kWh risparmiati
circa 2,3 miliardi di euro di risparmio complessivo per il sistema elettrico nazionale.
Per i cittadini quanto vale davvero
Se però si divide il risparmio nazionale per tutta la popolazione, il beneficio individuale diventa molto più piccolo.
In media si parla di pochi euro all’anno per persona. Questo perché il risparmio riguarda soprattutto l’illuminazione pubblica e privata nelle ore serali.
Negli ultimi anni inoltre l’effetto si è ridotto per due motivi principali:
1. diffusione delle lampadine LED, che consumano molto meno
2. cambiamento delle abitudini energetiche, con maggiore uso di climatizzatori e dispositivi elettronici
In sostanza l’ora legale non fa miracoli, ma il risparmio complessivo a livello nazionale resta comunque significativo.
Il cambio dell’ora può creare disturbi fisici?
Per molte persone il passaggio all’ora legale è quasi impercettibile, ma alcuni effetti sul corpo umano sono documentati.
Il motivo è semplice: il nostro organismo segue il ritmo circadiano, cioè un “orologio biologico” interno regolato dalla luce naturale.
Quando l’orario cambia improvvisamente si può verificare un piccolo “jet lag sociale”. Nei primi giorni dopo il cambio alcune persone possono avvertire:
– difficoltà ad addormentarsi
– sonnolenza durante il giorno
– calo della concentrazione
– irritabilità o stanchezza
I soggetti più sensibili sono in genere bambini, anziani e chi soffre di disturbi del sonno. Nella maggior parte dei casi però l’organismo si adatta entro pochi giorni.
Perché in Europa si discute da anni se abolirla
Il dibattito sull’ora legale in Europa dura ormai da anni.
Nel 2019 il Parlamento europeo ha votato una proposta per eliminare il cambio stagionale dell’ora, lasciando ai singoli Stati la scelta tra:
mantenere sempre l’ora solare
mantenere sempre l’ora legale
La riforma però si è bloccata perché gli Stati membri non sono riusciti a trovare un accordo comune. Il problema principale riguarda il rischio di avere orari diversi tra Paesi confinanti, con possibili complicazioni per:
trasporti internazionali
mercati finanziari
scambi commerciali
coordinamento delle reti energetiche
Per questo motivo il sistema attuale continua a essere applicato in tutta l’Unione Europea.
I Paesi che non usano più l’ora legale
Non tutti i Paesi del mondo adottano il cambio stagionale dell’orario.
In Europa, ad esempio, hanno deciso di abolirlo:
– Russia
– Turchia
– Bielorussia
In molte aree dell’Africa e dell’Asia l’ora legale non viene mai applicata perché la durata del giorno varia poco durante l’anno.
Una tradizione destinata a restare?
L’ora legale è stata introdotta per sfruttare meglio la luce naturale e ridurre i consumi energetici. Oggi il beneficio esiste ancora, ma è più limitato rispetto al passato.
Il vero nodo resta politico: cambiare sistema richiederebbe una decisione coordinata tra tutti i Paesi europei.
Per questo, nonostante il dibattito che dura ormai da anni, il cambio dell’ora continua a tornare puntuale ogni primavera e ogni autunno.