Il gruppo consigliare di Novi Ligure di Forza Italia ha presentato al sindaco Rocchino Muliere una interrogazione relativa alla distruzione delle capriate della Cavallerizza che di seguito riportiamo integralmente:
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I sottoscritti Poletto Oscar e Porta Maria Rosa, Consiglieri Comunali del Gruppo Foza ltalia – Berlusconi per Novi Ligure, nei giorni scorsi hanno avuto modo di constatare con un certo sconcerto che le capriate della Cavallerizza in ristrutturazione sono state distrutte ed ammassate nello spazio di cantiere antistante la stessa costruzione ,
in piazzale Pernigotti (cd Piazza del tt/aneggio).
Tali capriate, dapprima prelevate e spostate a terra, avrebbero dovuto essere restaurate e riposizionate al loro posto, come struttura portante della copertura. ll valore di tali capriate è stato (perché oramai distrutte!) di importanza capitale sia per la considerazione nel suo insieme della valenza storica della struttura che per la percezione in Città di un luogo over poter replicare, certo con opportunità differenti, di un luogo memoria della storia novese che giustifichi l’opportunità di un recupero così oneroso. Questa operazione che si auspica abbia almeno ottenuto l’intervento e I’assenso della Sovrintendenza ai beni Architettonici di riferimento, inciderà comunque in modo pesante sulla valenza urbanistica cittadina e sulla sua storia. Di ciò, in modo improwido e superficiale, non è stata data informazione alcuna ai consiglieri comunali; non certo in Consiglio visto il periodo estivo, ma perlomeno con un messaggio ai Gruppi. Tutto ciò senza dimenticare che l’opera – solo per questa prima parte – costerà circa 2 milioni e ottocento mila euro, più di5 rnilioni tutta l’area allrezzala a lavoro finito.
Considerati poi i tre milioni e mezza per il Parco Castello ove finora il Comune ha sborsato soldi per vedere ben poco di realizzato, si arriva ad una somma di circa NOVE MlLlONl Dl EURO (i vecchi diciotto miliardi di lire)!! Tralasciando per ora, ma solo pero ora, il Parco Castello è da evidenziare come tutto il lavoro che si sta facendo sulla Cavallerizza, snaturata dalla assenza delle capriate originali, attiene ben poco ad un luogo di importanza storica, essendo rimasti in pratica i soli i muri perimetrali. lnfatti, vale solo la pena ricordare che tali capriate erano datate – anche per mezzo di documenti ufficiali provenienti dagli archivi della pubblica amministrazione – al periodo umbertino ove la costruzione di tale particolare, quasi singolare e pregiato tipo di struttura portante si basava su un pignone centrale a stantuffo che non toccava la catena ma, sollevato da essa, comunque scaricava il peso del tetto sulle pareti agendo sulle stesse in modo orizzontale e non di lato (il che avrebbe portato al collasso della struttura). Cio a differenza del metodo più usato e semplice ove il pignone mediano poggia sulla catena con l’ausilio di una staffa in metallo. Si precisa a maggiore informazione che le stesse capriate furono oggetto di intervento da parte dell’lmpresa Bailo di Novi Ligure quando una porzione della copertura cedette il 21 gennaio 2015. La sostituzione con nuovi manufatti rende totalmente snaturata l’opera vincolata tanto da togliere quasi ognivalore storico allo stabile ove non ci sono altri significativi aspetti singolari da preservare, se non la vetustà dello stesso. A questo punto bisognerebbe sapere (e con questa interrogazione chiediamo lumi): Nel progetto consegnato e sottoscritto dalla ditta assegnataria dei lavori era chiaramente indicato il recupero tramite restauro delle capriate, che fra l’altro sono state asportate dalla loro sede intere e allocate sulla parte di piazzale adibito a cantiere di lavoro. Sono forse insorti problemi con la ditta e se sì di che tipo? Anche nel malaugurato caso non si fosse trovata una ditta che le restaurasse, è forse qiustlficabile averle distrutte a oezzi e ammucchiate sotto un neanche tanto pietoso telo blu? r Val solo la pena ricordare che chi ha costruito a suo tempo questo tetto e queste capriate sono gli stessi artigiani che hanno dato vita al tetto del Teatro Marenco. Se si è riusciti a recuperare iltetto delteatro, anch’esso sottoposto a vincolo dalla Sovrintendenza, come mai lo stesso non è stato possibile per la Cavallerizza? . Oltre alla parte politica che oramai non si raccapezza più nei lavori in corso a Novi dimostrando una inadeguatezza politica, di visione generale, di coordinamento e di gestione, è da chiedersi se vi siano altre mancanze ditipo più prettamente tecnico. A seguito di tutto quanto in narrativa, i sottoscritti Consiglieri comunali Oscar Poletto e [t/aria Rosa Porta delgruppo consiliare di Forza ltalia presso il Comune di Novi Ligure
INTERROGANO
Il Signor Sindaco e I’Assessore competente: questo si richiedere divisionare il documento di autorizzazione della Sovrintendenza de bitamente pfo:tocollatA ;
effettivamente prestati o se si è dovuto far fronte ad altri esborsi di tipo diverso; l’amministrazione a perseguire tale scelta; a
a
che depaupera la Città stessa e i cittadini novesi di una struttura per la quale si era deciso di chiedere finanziamenti compensativi RFI per il passaggio dei treniAC/AV del lll Valico, proprio in virtù dell’unicità dei luoghi che rischiavano di andare a ramengo e che in parte ci sono stati mandati lo stesso, restauro eseguiti sulla struttura deltetto del teatro Marenco che è stato a suo tempo restaurato e conservato anche nelle strutture portanti; stessa fine delle capriate o allocati altrove. Con preghiera di iscrizione all’Ordine del Giorno del primo Consiglio comunale che verrà convocato dopo la data odierna. Si allegano nr. 3 fotogrammi. Con osservanza. Novi Ligure, 27 agosto 2025.