Mornese, la Valle del Roverno non trova pace: nuovi incendi tra Pianori e le pinete dell’Appennino
Non trova tregua la Valle del Roverno, nel territorio del Comune di Mornese, dove negli ultimi giorni si susseguono incendi che continuano a mettere a dura prova uomini e mezzi impegnati nello spegnimento. In particolare sono le località Pianori, Pian di Deschi e Pianoni a essere diventata teatro di nuovi roghi, assai insidiosi, che si riaccendono con facilità complice il caldo e la vegetazione secca.
Le operazioni di intervento si stanno rivelando particolarmente complesse. La conformazione del territorio, impervia e difficilmente accessibile, rende complicato l’arrivo dei mezzi dei Vigili del Fuoco e dei mezzi dei volontari AIB. Le strade strette, spesso sterrate, e i pendii ripidi rallentano le operazioni, costringendo le squadre a muoversi a piedi con attrezzature al seguito. I primi a intervenire sono stati, come spesso accade, i volontari antincendi boschivi, conoscitori del territorio e fondamentali nelle prime fasi di contenimento delle fiamme.
Nonostante la dimensione contenuta dei focolai, la loro posizione e la rapidità con cui si propagano tra le pinete hanno reso necessario l’intervento dei mezzi aerei. Gli elicotteri sono entrati più volte in azione, effettuando lanci mirati per spegnere i roghi e impedire che si trasformassero in incendi di più vaste proporzioni. I voli aerei dei Canadair sono attesi in giornata per tentare di spegnere gli incendi.
Le immagini che arrivano dalla valle sono impressionanti: lingue di fuoco che si alzano tra gli alberi, illuminate dal calore delle serate estive, trasformano l’Appennino in uno scenario quasi dantesco. Il crepitio delle fiamme e il fumo che si solleva tra i crinali raccontano una situazione che continua a preoccupare residenti e operatori.
Cresce intanto la disperazione tra la popolazione mornese, che assiste impotente al progressivo danneggiamento del proprio patrimonio boschivo. Per molti abitanti quelle pinete non rappresentano soltanto un elemento naturale, ma una parte identitaria del territorio, legata alla memoria, al lavoro e alla vita quotidiana. La paura è che, oltre ai danni immediati, le conseguenze possano protrarsi nel tempo, compromettendo l’equilibrio ambientale e il futuro della valle.
In un territorio già messo a dura prova, la prevenzione e la rapidità di intervento restano le armi principali per difendere il patrimonio boschivo della zona.









