Massimiliano D'Este: La Tenacia di un Trail Runner tra le Colline del Moscato

Massimiliano D’Este: La Tenacia di un Trail Runner tra le Colline del Moscato

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di Nico Colani

Santo Stefano Belbo, 28 settembre 2025 – Nelle affascinanti colline del Piemonte, tra vigneti dorati e sentieri che profumano di Moscato d’Asti, si è conclusa ieri la 14ª edizione dell’Ultra Trail del Moscato d’Asti. Un evento che dal 26 al 28 settembre ha trasformato la zona in un’epica arena per gli amanti del trail running, con quattro distanze a disposizione: dalla breve “Sali e scendi” di 10 km alla monumentale “Magistra Langarum” di 106 km. Tra i protagonisti di questa edizione, spicca il nome di Massimiliano D’Este, atleta di Lerma (Alessandria), che ha tagliato il traguardo con una prestazione solida, confermando il suo status di veterano delle ultra distanze.

Un Finisher Determinato: La Gara del 2025

La “Magistra Langarum”, la prova regina dell’evento, è partita venerdì 26 settembre alle ore 22:00 da Piazza del Municipio a Santo Stefano Belbo (Cuneo). Un tracciato esigente di 106 km, con un dislivello positivo e negativo di 5.500 metri ciascuno, che tocca altitudini massime intorno ai 711 metri e si snoda attraverso i suggestivi paesaggi delle Langhe UNESCO: colline ondulate, boschi fitti e borghi storici come quelli di Cossano Belbo e Castiglione Tinella. Il percorso, come un viaggio nella tradizione enogastronomica piemontese, alterna salite ripide a tratti tecnici, premiando chi sa dosare le energie in notti stellate e albe nebbiose.

Su 54 partenti, solo 46 hanno visto il traguardo, con 8 ritiri che testimoniano la durezza della sfida. Massimiliano D’Este, pettorale 33 e portacolori del Team Atletica Novese, ha chiuso in 34ª posizione assoluta con un tempo di 20 ore, 30 minuti e 38 secondi. Un risultato che, in un contesto di élite, riflette non solo preparazione fisica ma anche una mente temprata alle lunghe ore di solitudine e fatica. “Max”, come è noto tra gli amici, ha dimostrato ancora una volta di sapersi muovere con astuzia tra i ritmi imposti da una gara che richiede di coprire quasi 8 km all’ora in media, affrontando dislivelli che equivalgono a scalare due volte il Monte Bianco in verticale.

Da Lerma alle Cime del Mondo: Il Percorso di un Passionista

Originario di Lerma, un piccolo comune dell’alessandrino immerso nelle pianure padane, Massimiliano D’Este ha trovato nella montagna la sua vocazione. Oggi 40enne (approssimativamente, basandoci sulle sue partecipazioni dal 2022), lavora come responsabile della piscina olimpionica di Novi Ligure, un ruolo che lo tiene in forma costante ma che non gli impedisce di dedicare weekend interi agli allenamenti in trail. Appartenente all’Atletica Novese, il suo curriculum è un susseguirsi di imprese che lo hanno reso un nome noto nel circuito piemontese e non solo.

Già nel 2023, D’Este era stato protagonista della stessa “Magistra Langarum”, classificandosi 35° in una edizione altrettanto selettiva. L’anno prima, nel 2022, aveva esordito con successo al Gran Trail Courmayeur Mont Blanc (GTMB), completando il circuito da 55 km in 12 ore e 3 minuti, un tempo che lo ha proiettato tra i finisher di una delle gare più iconiche d’Europa. Nel 2023, ha alzato l’asticella tentando i 100 km del GTMB, con un dislivello di 7.900 metri – una sfida equiparabile a scalare il Broad Peak dal livello del mare – guadagnandosi potenzialmente l’accesso al leggendario Tor des Géants. Più di recente, nel settembre 2024, si è preparato per la TOR 130, la “Tot Dret” da Gressoney a Courmayeur (130 km e 12.000 m D+), con l’obiettivo di superarsi in 44 ore massime. Il suo UTMB Index, attestato a 435 punti, lo posiziona come un runner affidabile nelle prove lunghe.

Queste non sono solo statistiche: per D’Este, ogni trail è un dialogo con se stesso. “La vigilia è un misto di ansia e agitazione, ma al via tutto svanisce”, ha raccontato in un’intervista recente. “Le crisi arrivano, mettono alla prova corpo e mente, ma superarle regala una forza incredibile e una bellezza che solo la montagna sa dare.

“Considerazioni: L’Ultra Oltre i 100 Km, un Test Totale

Partecipare a una gara ultra trail di oltre 100 km non è solo una questione di kilometri macinati: è un impegno olistico che tocca ogni fibra dell’essere umano. Fisicamente, richiede una preparazione che va oltre la corsa semplice. Allenamenti settimanali di 100-110 km, con 3.000 metri di dislivello, sono la norma per chi mira al finisher status, integrando forza muscolare per le salite, resistenza aerobica per le lunghe ore e una gestione nutrizionale impeccabile – gel energetici, barrette e idratazione costante per contrastare il rischio di ipoglicemia o disidratazione. Il corpo affronta microtraumi cumulativi: vesciche, infiammazioni ai tendini, esaurimento glicogenico che può durare giorni post-gara. Mentalmente, è un’arena di resilienza: la “parete” del km 70, dove la stanchezza si somma al buio della notte, testa l’autoefficacia e la capacità di spezzare la gara in micro-obiettivi.

Ma cosa spinge un atleta come D’Este a queste sfide estreme? Le motivazioni sono multilayer: innanzitutto, la ricerca di un limite personale, quel “chi glielo fa fare?” che si trasforma in euforia una volta varcato il traguardo. Poi, la connessione profonda con la natura – i trail USA stanno crescendo proprio per questo, con runner attratti da foreste e deserti come antidoto allo stress urbano. C’è l’aspetto sociale: condividere il sudore con compagni di team come l’Atletica Novese, o stringere nuove amicizie nei ristori. Infine, il divertimento puro, l’acquisizione di skills (navigazione GPS, gestione del freddo) e una filosofia di vita: “Trovare nuove motivazioni nello sport e nella quotidianità”, come sottolineano gli esperti di endurance. Per gli ultrarunner, non si tratta di vincere, ma di completarsi.

Massimiliano D’Este incarna tutto questo. Dal tranquillo ufficio della piscina alle ripide creste delle Langhe, la sua storia è un invito: la montagna non giudica, ma premia chi osa. Prossima tappa? Chissà, forse un’altra leggenda in attesa. Per ora, brindiamo al suo 34° posto con un calice di Moscato – meritato, e dolce come la vittoria su se stessi.

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