L’ultimo salto ad un Grande del cinema Robert Redford

L’ultimo saluto ad un Grande del cinema, Robert Redford

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di Nico Colani

Come Robert Redford è entrato nel mondo del cinema

Charles Robert Redford Jr., nato il 18 agosto 1936 a Santa Monica, California, ha avuto un percorso non convenzionale verso la celebrità. Cresciuto in un quartiere modesto di Van Nuys, figlio di un contabile e di una casalinga, Redford era più attratto dall’arte e dallo sport che dagli studi. Al liceo eccelleva nel baseball, tanto da guadagnarsi una borsa di studio per l’Università del Colorado, ma abbandonò presto il percorso accademico a causa di problemi legati all’alcol. Negli anni ’50, viaggiò in Europa, vivendo esperienze che lo avvicinarono alla pittura e alla recitazione. Tornato negli Stati Uniti, studiò arte al Pratt Institute e recitazione all’American Academy of Dramatic Arts di New York.

La sua carriera iniziò sul palco, con ruoli teatrali a Broadway, come in A piedi nudi nel parco (1963). Parallelamente, si fece notare in televisione, apparendo in serie popolari come Ai confini della realtà. Il debutto sul grande schermo avvenne con Caccia di guerra (1962), un film indipendente. La svolta arrivò con A piedi nudi nel parco (1967), accanto a Jane Fonda, e soprattutto con Butch Cassidy (1969), dove interpretò Sundance Kid al fianco di Paul Newman, diventando una star internazionale.

I film che lo hanno reso una leggenda

Redford ha lasciato un’impronta indelebile nel cinema con ruoli memorabili e una regia di grande impatto. Tra i suoi successi più celebri:

  • Butch Cassidy (1969): Un western moderno che lo consacrò come icona, con un incasso straordinario per l’epoca.
  • La stangata (1973): Una commedia brillante con Newman, che gli valse una nomination all’Oscar come Miglior Attore.
  • Come eravamo (1973): Un’intensa storia d’amore con Barbra Streisand, amata per la sua profondità emotiva.
  • I tre giorni del Condor (1975): Un thriller politico che evidenziò il suo talento drammatico.
  • Tutti gli uomini del presidente (1976): Un capolavoro sul caso Watergate, con Dustin Hoffman, simbolo del giornalismo investigativo.
  • Il cavaliere elettrico (1980): Primo film da regista, vinse l’Oscar per la Miglior Regia, esplorando il dramma familiare con sensibilità.
L’ultimo salto ad un Grande del cinema Robert Redford

Negli anni successivi, brillò in Il migliore (1984), Proposta indecente (1993) e All Is Lost (2013), un’intensa performance quasi senza dialoghi. Il suo ultimo ruolo significativo fu in Il vecchio e la pistola (2018), un commiato elegante alla recitazione.

Riconoscimenti e premi

Redford ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua versatilità come attore, regista e produttore. Ha vinto un Oscar come Miglior Regista per Gente comune (1980) e un Oscar onorario nel 2002 per il suo contributo al cinema. Ha conquistato due Golden Globe, tra cui uno per Come eravamo, e un BAFTA per La mia Africa (1985). È stato insignito della Medaglia Presidenziale della Libertà nel 2016 e della Legion d’Onore francese nel 2010. Il Sundance Film Festival, da lui fondato, è diventato un pilastro del cinema indipendente, cementando la sua eredità.

La vita personale di Redford

Redford ha vissuto una vita ricca di successi ma segnata da dolori personali. Sposò Lola Van Wagenen nel 1958, con cui ebbe quattro figli: Scott, morto neonato nel 1959, Shauna, James (morto nel 2020 per un cancro) e Amy. Il matrimonio terminò con un divorzio nel 1994. Nel 2009 sposò l’artista tedesca Sibylle Szaggars, con cui visse a Sundance, Utah, in una tenuta trasformata in un centro creativo e ambientalista.

Appassionato difensore dell’ambiente, Redford ha sostenuto cause come la lotta al cambiamento climatico e i diritti delle comunità indigene. La perdita del figlio James fu un duro colpo, ma continuò a dedicarsi alla famiglia e al Sundance Institute, promuovendo giovani talenti.

Le storie d’amore

La vita sentimentale di Redford è stata discreta ma segnata da due relazioni significative. Il matrimonio con Lola Van Wagenen durò oltre tre decenni, nonostante voci non confermate di tensioni negli anni ’80. Dopo il divorzio, trovò stabilità con Sibylle Szaggars, con cui condivise una vita riservata e creativa. Non ci sono prove di relazioni extraconiugali significative, e Redford ha sempre protetto la sua privacy, parlando raramente delle sue storie d’amore.

Voci sulla sua sessualità

Nonostante speculazioni, soprattutto legate alla sua amicizia con Paul Newman, non esiste alcuna evidenza che Redford fosse gay. La loro chimica in Butch Cassidy e La stangata alimentò pettegolezzi, ma entrambi descrissero il loro legame come una profonda amicizia. Redford, sostenitore dei diritti LGBT, ha sempre smentito con garbo tali voci, sottolineando il rispetto per tutte le identità. La sua vita amorosa, legata esclusivamente a donne, non supporta tali speculazioni.

La vita dopo il cinema

Dopo aver annunciato il ritiro dalla recitazione nel 2018, Redford tornò brevemente con piccoli ruoli, come in Dark Winds (2025). Si dedicò principalmente al Sundance Institute, sostenendo il cinema indipendente, e alla produzione di progetti come documentari ambientali. Vendette il Sundance Resort nel 2020, mantenendo però il controllo su parte delle terre per preservarne l’eredità ecologica. Rimase un attivista, criticando le politiche ambientali e promuovendo la diversità nel cinema.

Gli anni della maturità

Negli ultimi anni, Redford visse in serenità a Sundance, Utah, con la moglie Sibylle. A quasi 90 anni, affrontò l’artrite e rallentò le attività, ma continuò a godere della natura, praticando escursioni leggere. La morte del figlio James nel 2020 lo segnò profondamente, spingendolo a riflettere sull’eredità familiare e artistica. Apparve raramente in pubblico, ma il suo impegno per Sundance e l’ambiente rimase costante.

Curiosità su Robert Redford

  • Sogni di gioventù: Prima del cinema, Redford voleva diventare pittore e viaggiò in Europa, dormendo in ostelli.
  • Sundance: Trasformò una stazione sciistica in un centro culturale, dando il nome al celebre festival.
  • Rifiuti celebri: Disse no a ruoli in Il laureato e Pretty Woman, preferendo progetti più complessi.
  • Amicizie: Il legame con Newman e il regista Sydney Pollack fu fondamentale per la sua carriera.
  • Tragedie personali: La perdita di due figli segnò la sua vita, ma trovò forza nell’attivismo.

La morte di un’icona

Robert Redford è morto il 16 settembre 2025, a 89 anni, nella sua casa di Sundance, Utah, circondato dai suoi cari. La causa non è stata resa pubblica, ma si parla di un declino naturale. La notizia ha suscitato commozione mondiale: colleghi come Meryl Streep e Ron Howard lo hanno ricordato come un’ispirazione. Lascia le figlie Shauna e Amy, nipoti e un’eredità immensa nel cinema e nell’attivismo.

Robert Redford

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