Liguria, per non dimenticare i caduti di Brema
di Nico Colani
Il 28 gennaio 2026 segna il sessantesimo anniversario della tragedia aerea di Brema, uno dei lutti più profondi nella storia dello sport italiano. Quel venerdì del 1966, alle 18:51, un Convair CV-440 della Lufthansa, in arrivo da Francoforte, si schiantò in fase di atterraggio all’aeroporto di Brema. Non ci furono sopravvissuti tra le 46 persone a bordo.
Tra le vittime persero la vita sette giovani promesse del nuoto azzurro, l’allenatore Paolo Costoli e il giornalista Rai Nico Sapio, diretti al prestigioso meeting indoor di Brema, uno degli appuntamenti più importanti della stagione, che sarebbe stato trasmesso in Eurovisione.
I nomi dei nuotatori caduti sono:
– Bruno Bianchi (22 anni, triestino, capitano della squadra)
– Sergio De Gregorio (19 anni, romano)
– Amedeo Chimisso (19 anni, veneziano)
– Chiaffredo “Dino” Rora (20 anni, torinese)
– Luciana Massenzi (20 anni, romana)
– Carmen Longo (18 anni, bolognese)
– Daniela Samuele (17 anni, genovese)
Con loro anche Paolo Costoli (55 anni, fiorentino, ex nuotatore e tecnico di grande esperienza) e Nico Sapio (36 anni, genovese, voce storica del nuoto per la Rai).
Quella sciagura non fu solo un incidente aereo: spezzò un’intera generazione di talenti, costringendo il nuoto italiano a ripartire quasi da zero nei decenni successivi. È stata definita spesso “la Superga del nuoto”.
La FIN Liguria aderisce con convinzione all’appello della Federazione Italiana Nuoto, invitando a non ridurre queste vite a un freddo elenco di nomi, ma a ricordarle come storie di passione, sogni e volti pieni di futuro.
Tra loro c’è Daniela Samuele, la più giovane del gruppo, nata a Genova l’11 settembre 1948. A 17 anni era già una promessa nelle distanze miste e nel delfino, tesserata per la Canottieri Olona di Milano dopo essersi trasferita lì con la famiglia. A ricordarla con emozione è la cugina Roberta Turini, ex nuotatrice e oggi tecnico dell’Andrea Doria a Genova.
Roberta, coetanea di Daniela (entrambe nate nel 1948), condivide ricordi di corsie, rivalità sportiva e affetto familiare. Daniela era solare, sempre sorridente, appassionata di pittura e poesia, studentessa al liceo artistico. Il suo talento emerse soprattutto a Milano, dove attirò l’attenzione del presidente federale Parodi. La convocazione in Nazionale arrivò quasi a sorpresa, per quella che sarebbe stata la sua prima grande vetrina internazionale.
Sulla tomba di Daniela al Cimitero Monumentale di Milano, la madre volle incidere il verso foscoliano «Gemendo il fior de’ tuoi gentil anni caduto», che esprime in modo straziante il dolore per una vita interrotta troppo presto. Un angelo sospeso veglia sulla lapide, come se stesse per tuffarsi un’ultima volta.
Sessant’anni dopo, il nuoto italiano porta ancora quella ferita. Ricordare Daniela e i suoi compagni non è solo un omaggio alla Liguria e a Genova, ma un modo per ridare voce e volto a una generazione che rappresentava il meglio dello sport e della vita.
In segno di rispetto, la FIN invita tutte le società sportive liguri (e non solo) a sospendere per un minuto le attività in piscina alle ore 18:50 del 28 gennaio 2026, leggendo questo o un analogo ricordo:
«Il 28 gennaio 1966, alle 18:51, un aereo della Lufthansa precipitò in atterraggio a Brema. Tra le 46 vittime c’erano sette giovani nuotatori azzurri – Bruno Bianchi, Sergio De Gregorio, Amedeo Chimisso, Chiaffredo Dino Rora, Luciana Massenzi, Carmen Longo, Daniela Samuele –, l’allenatore Paolo Costoli e il giornalista Nico Sapio. Erano diretti al meeting di Brema, l’evento indoor più importante della stagione. La Federazione Italiana Nuoto li ricorda come esempio di passione e talento per le generazioni che hanno reso grande il nuoto italiano nel mondo.»










