Lerma, Motori e Leggenda 2026
di Nico Colani –
Associazione Culturale un Libro per Amico, Biblioteca Civica di Lerma, con il Patrocinio di Provincia di Alessandria, “ALEXALA AziendaTuristica Locale” “Comune di Lerma” Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato” “Strada dei Vini e dei Sapori Gran Monserrato” venerdì 24 aprile ore 21:00 nella Sala Polifunzionale di Lerma: Preasena MOTORI E LEGGENDA, 1° Primo Premio ” ARTURO MAGNI” assegnazione a Carlo Pernat, Team Manager del reparto corse, scopritore di talenti del calibro di Valentino Rossi, Max Biagi, e successivamente procuratore di piloti quali Enea Bastianini, Loris, Capirossi,, Andrea Iannone, e Marco Simoncelli.
Incontro realizzati in occasione dell’Auto Story Raduno Story del 25 Aprile a Lerma.
La serata sarà in occasione per ricorrere le imprese di Arturo Magni, maestro della meccanica gentiluomo delle corse, grazie alla testimonianza dei figli Giovanni e Carlo Magni, che hanno fondato con il padre la ditta Magni.
Breve storia di Carlo Pernat: l’ultimo imperatore del paddock tra genio e “Belìn”
GENOVA – Nel mondo del Motomondiale esistono piloti, meccanici e ingegneri. E poi esiste Carlo Pernat. Genovese classe 1948, Pernat non è solo un manager; è l’incarnazione di un’epoca d’oro delle corse, un uomo capace di trasformare un contratto su un tovagliolo in un titolo mondiale.
Dalla Parigi-Dakar alla rivoluzione Aprilia
La carriera di Pernat affonda le radici nella visione strategica degli anni ’80. Dopo gli esordi in Gilera e i successi con Cagiva – culminati nella storica vittoria di Edi Orioli alla Parigi-Dakar del 1990 – è in Aprilia che Pernat scrive la storia. Come direttore sportivo della casa di Noale, ha trasformato una piccola realtà italiana nel “terrore” dei colossi giapponesi, dominando le classi 125 e 250 e creando un vivaio di talenti senza precedenti.
L’uomo che vide il futuro: da Rossi a Simoncelli
Se il motociclismo moderno parla italiano, gran parte del merito va al suo fiuto. È stato Pernat a far firmare il primo contratto a un giovanissimo Valentino Rossi nel 1996. Sotto la sua ala sono passati i più grandi: dalla precisione chirurgica di Max Biaggi alla grinta di Loris Capirossi.
Tuttavia, il legame più profondo e umano resta quello con Marco Simoncelli. Manager e confidente del “Sic”, Pernat ha vissuto il dramma di Sepang 2011 come una ferita mai rimarginata, dichiarando in seguito che solo il supporto reciproco con la famiglia del pilota gli ha permesso di non abbandonare le corse.
Il ritiro di un “senatore”
Dopo 45 anni di vita vissuta a 300 all’ora tra box e jet privati, il 2025 ha segnato un punto di svolta. A causa di problemi di salute – un enfisema polmonare che, come ha dichiarato con la consueta schiettezza, gli lascia “un polmone al venti per cento” – ha annunciato la fine dei suoi lunghi viaggi transoceanici e la separazione professionale da Enea Bastianini.
Nonostante il parziale ritiro dai campi di gara, Pernat rimane la voce più autorevole e tagliente del paddock. Autore dell’autobiografia: “Belìn, che paddock” , continua a essere il punto di riferimento per chiunque voglia capire cosa succede davvero dietro le quinte del circus, dove la “farina” del suo ingegno ha nutrito generazioni di campioni.
Breve storia di Arturo Magni (1925-2015) è stato un leggendario tecnico e preparatore italiano, pilastro della MV Agusta con cui vinse 75 titoli mondiali come direttore del reparto corse (1950-1976). Dopo l’addio alle corse della MV, fondò la sua azienda artigianale, producendo moto special su base Guzzi, Honda e BMW.

I Punti Chiave della sua Storia: Gli Inizi (Gilera): Inizia nel 1947 in Gilera assistendo l’ing. Piero Remor sul motore 4 cilindri, conquistando i primi titoli mondiali.
L’Era MV Agusta: Nel 1950 segue Remor alla MV Agusta, diventando capo meccanico e poi direttore del reparto corse. Sotto la sua guida, piloti del calibro di Giacomo Agostini, Mike Hailwood e John Surtees dominarono la scena.
Magni Moto (Dal 1977): Fonda la sua azienda per produrre moto artigianali. Celebri le sue elaborazioni e le special, in particolare quelle basate su motori Moto Guzzi e BMW, note per la qualità della ciclistica e il famoso sistema di sospensione posteriore a parallelogramma.
La sua carriera è stata un connubio tra genialità tecnica e passione pura per le due ruote, lasciando un’eredità indelebile nel motociclismo italiano










