Noti Vincelli presenta “Per un mondo più pulito” Lerma, sala della Biblioteca Civica, sabato 29 novembre 2025 ore 18.
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Di fronte a un pubblico interessato, proveniente anche da Ovada, Acqui Terme e Tagliolo Monferrato, tutti hanno ascoltato con attenzione quasi religiosa la sig.ra Noti Vincelli, psicoterapeuta, già ricercatrice di mercato, laureata in filosofia alla Cattolica di Milano, nonché con quattro anni vissuti in un ashram nella giungla pre-himalayana, oggi abitante di Acqua Bianca (la frazione più isolata di Ovada). Un curriculum impressionante, il suo, ricco di esperienza e di cultura che non può essere ignorato.
Il suo libro presentato in questa occasione s’intitola “Per un mondo più pulito” (Aletti editore), ed è un piccolo gioiello di riflessioni in prosa e poesie che l’autrice definisce «arte guerriera»: parole leggere, a volte ironiche, spesso fulminanti, che combattono la pesantezza del mondo senza mai alzare la voce. «Voglio creare una follia che renda felici», ha detto Noti, e lo fa con una scrittura che sembra un gioco di prestigio: toglie, invece di aggiungere, lascia spazi perché il lettore respiri, e trasforma il dolore in stupore.
Sta di fatto che il percorso umano dell’autrice è già di per sé un romanzo. Nata in Molise in una famiglia segnata dalla Grande Guerra, cresce con la convinzione che lo studio sia l’unica via di emancipazione. Si laurea con Franco Fornari, frequenta Cesare Musatti all’ultima sessione d’esame, incontra Gino Strada, vive il ‘68, poi l’attacco di panico in aereo che la porta in India. Seguono quattro anni di karma yoga («muovi le cose con le mani e cambi il destino»), di ponti costruiti pietra su pietra nel fiume, di lezioni imparate dalla persona più antipatica del gruppo che, con un pezzo di cartone, le insegna a pulire un metro quadrato per metro quadrato. Torna in Italia, quindici anni ad Acqua Bianca, tra siccità, blackout e una natura che non fa sconti. Lì, mentre la guerra in Ucraina infuria in televisione, nasce la necessità di scrivere in fretta, quasi con urgenza.
Tredici libri in dieci anni, pubblicati prima su Amazon, poi con Aletti, con la benedizione spirituale di Dacia Maraini. «Ho imparato a saltare», dice citando il titolo di un suo precedente libro, Backstage Giampà Carò. «Saltare oltre le difficoltà, ma soprattutto imparare dove atterrare».
La serata è stata un alternarsi di racconti autobiografici, letture e poesie che hanno lasciato la sala senza fiato. Ha letto il testo dedicato a Giulia Cecchettin («ci sono ferite davanti a cui puoi solo inchinarti»), la poesia sulla guerra in Ucraina dove «la terra si copre di papaveri immensi / un analgesico rosso», e poi la dolcissima ninna-nanna tratta da Alcmane che fa addormentare «gli uccelli marini, i nani dei laghi, le fate, i pettirossi, i presepi di sapone, cucchiaini stretti uno vicino all’altro senza fare rumore… si sono addormentate le paure».
In sala molti avevano le lacrime agli occhi. Margherita Gestro, già presidente della Biblioteca di Tagliolo e anima dell’associazione Le Muse, ha condotto la serata con la naturalezza di chi conosce l’autrice da anni. «Noti non è un’autrice qualunque», ha detto. «Ti entra dentro in modo esponenziale. Ti costringe a tirare fuori cose che sapevi di avere ma non avevi mai trovato le parole per dirle». Il pubblico, caldo e partecipe, ha posto domande, raccontato episodi personali, riso per la poesia sul robot aspira-tutto sognato dall’autrice («se vendo abbastanza libri stasera me lo compro lo stesso!»).
L’evento, organizzato dall’associazione Un Libro Per Amico di Cristina Bassanite nell’ambito degli “Aperi-libri”, è stato un piccolo esempio di resistenza culturale: in un’epoca di sirene al posto delle campane, di anonimato nei grandi palazzi, di comunità che si sfaldano, una sala piena, attenta, commossa, ha ricordato che si può ancora condividere bellezza, dolore, ironia e speranza. «Dobbiamo lavorare anche per i bambini», ha concluso Margherita Gestro, «perché quando escono da serate come questa qualcosa dentro di loro è cambiato. E il mondo, almeno un pochino, diventa più pulito». Noti Vincelli ha chiuso leggendo una poesia di Natale scritta pensando alla madre che puliva i fagiolini recitando Ave Maria. «Notte, la luce è solo quella del camino, uno degli accampamenti appena fuori Betlemme». Buon Natale a tutti. E grazie, Noti, per averci ricordato che la poesia può davvero essere un’arma leggera, precisa e invincibile.
Si ringrazia Cristina Bassanite, presidente dell’Associazione ‘Un Libro Per Amico’, la quale, con le sue iniziative ‘Aperi-libri’ ci offre preziose occasioni per intrattenere non solo la mente ma anche lo spirito.