Lerma: Ancora atti vandalici. È ora di dire basta.
di Nico Colani –
Ancora vandalismi. E ancora, quando qualcuno osa criticare certi comportamenti, c’è chi si irrigidisce gridando “Non toccate i nostri ragazzi”.
Negli ultimi giorni, con una frequenza ormai preoccupante, si sono verificati gravi episodi di vandalismo nel nostro paese. In particolare, al campo da calcio del centro sportivo sono state danneggiate le reti delle porte, divelte quelle del cancelletto d’ingresso, asportati lucchetti e catene e sottratto il box contenente le chiavi per l’accesso dell’ambulanza in caso di emergenza.
Il Comune di Lerma presenterà oggi denuncia contro ignoti, ritenendo tali comportamenti inaccettabili e intollerabili. Chi sceglie di vandalizzare, intimidire o non rispettare gli spazi della comunità dovrà rispondere delle proprie azioni. Invitiamo tutti i cittadini a segnalare al Comune qualsiasi comportamento scorretto o situazione di degrado.
Ma non possiamo fermarci alle denunce.
Dopo l’ennesimo episodio dobbiamo aprire gli occhi sulla situazione generale. Non si tratta di episodi isolati: ci sono stati danni all’area camper, al centro polifunzionale, atti di maleducazione e spavalderia da parte di alcuni giovani che usano i giochi dei bambini rischiando di distruggerli, sporcano con sigarette e bottiglie lasciate ovunque.
C’è chi minimizza, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: motorini guidati contromano, spesso rumorosi e modificati illegalmente; Ape 50 truccate con gomme allargate e marmitte sportive; auto di piccola cilindrata (anche nuove) lanciate a tutta velocità giù dal centro storico o contromano sull’asse centrale. Genitori che non possono non vedere, ma che troppo spesso restano in silenzio o, peggio, difendono i figli in modo aggressivo.
Abbiamo assistito persino al caso di un genitore che ha mandato il figlio e altri ragazzi a continuare a dare fastidio davanti al polifunzionale, sostenendo che non avessero il diritto di essere ripresi per le pallonate rumorose durante un evento pubblico. Questo è il segnale più grave: non sono solo i ragazzi il problema, ma un pezzo di genitorialità assente, permissiva o addirittura complice.
Dove vogliamo arrivare?
Nel paese si parla tanto di installare telecamere, ma se poi non succede nulla a che cosa servono? La sorveglianza senza conseguenze è inutile. La situazione non è ancora drammatica come in altre realtà (dove purtroppo ci sono stati accoltellamenti e tragedie), ma stiamo percorrendo una brutta strada. Chiamarli “maranza” gli dà quasi un’aura di orgoglio che non meritano: sono semplicemente ragazzi maleducati e senza regole, spesso coperti da adulti che non esercitano il loro ruolo.
La politica deve fare la sua parte. Chi oggi si oppone a misure più severe già a 14 anni, parlando di “colpevolizzazione di una generazione”, dovrebbe andare a spiegare questa posizione alle famiglie delle vittime come Giacomo Bongiorni e a tutte le persone che hanno subito violenze gratuite. La tolleranza zero non è punire i giovani, ma educarli al rispetto delle regole e della comunità. Prima si interviene, meglio è.
È ora di cambiare atteggiamento.
Servono più controlli, sanzioni certe, sequestro dei veicoli irregolari e un segnale chiaro da parte delle forze dell’ordine. Ma soprattutto serve un cambio culturale: i genitori devono riprendere il proprio ruolo, la comunità deve smettere di minimizzare e tutti dobbiamo pretendere rispetto per gli spazi comuni.
Lerma è un paese bello e vivibile. Non permettiamo che diventi ostaggio di pochi. È responsabilità di tutti – famiglie, istituzioni e cittadini – invertire la rotta, prima che sia troppo tardi.









