Lampi su Eni, il piano per eliminare Enrico Mattei in un libro di Vincenzo Calia e Giuseppe Oddo
di Massimo Iaretti
Vincenzo Calia, già sostituto procuratore della Repubblica a Pavia (poi anche procuratore aggiunto a Genova e sostituto procuratore generale a Milano) è il magistrato che maggiormente ha indagato a fondo sulla morte di Enrico Mattei, l’italiano più geniale (e scomodo) del secondo scorso. Le sue ‘Richieste del Pubblico Ministero’ depositate il 20 febbraio 2003 costituiscono un momento fondamentale nella ricerca della verità di quanto accadde quel 27 ottobre 1962 nel cielo sopra Bascapè e che provocò la morte del presidente dell’Eni, del suo , del pilota ed asso dell’aviazione Irnerio Bertuzzi e del capo dell’ufficio romano di Time – Life, William McHale, che con il Moran Saulnier 760 I – Snap dell’Eni dovevano atterrare a Linate. Vincenzo Calia ha scritto con Sabrina Pisu nel 2017 ‘Il caso Mattei. Le prove dell’omicidio del presidente Eni” per Chiarelettere e, nel 2022 per i tipi di Rubbettino ‘’Il processo sull’omicidio Mattei’ in Enrico Mattei e l’intelligence. Petrolio e interesse nazionale nella guerra fredda, a cura di Marco Caligiuri. Ora è tornato sull’argomento insieme al giornalista, autore di svariati libri di inchiesta, Guido Oddo. Il libro è ‘Lampi sull’Eni – Il piano per eliminare Enrico Mattei, edito per i tipi di Feltrinelli, in libreria dal 23 giugno scorso. Il titolo ricalca, volutamente, quello dato a Pier Paolo Pasolini ad un capitolo perduto di ‘Petrolio’, opera da lui lasciata incompiuta e a lungo considerata prodotto di fantasia anziché un romanzo chiave ispirato da eventi e protagonisti degli anni dell’industrializzazione dell’Italia rurale, e in particolare delle figure ai vertici dell’Ente Nazionale Idrocarburi, ‘creatura’ fortemente voluta da Mattei che gli diede una centralità a livello internazionale ed un ruolo importante nel cercarne – in un Paese uscito stremato dall’avventura mussoliniana della seconda guerra mondiale – quell’indipendenza energetica indispensabile per lo sviluppo. Mattei, inoltre vide prima di altri quello che sarebbe successo con la decolonizzazione, cercò un rapporto paritario con i nuovi Stati, andando ovviamente a scontrarsi con gli interessi delle potenze coloniali e neo coloniali. Così il lungo lavoro di cerca in archivi pubblici e privati, le pubblicazioni, la stampa dell’epoca, ha portato alla luce dal dimenticatoio (spesso voluto) della storia una fitta trama di attori portatori di interessi nazionali e internazionali diversi tra cui prevalsero coloro che vedevano nella politica dell’Eni, portata avanti da Mattei, un pericolo di estrema gravità e, nella sua eliminazione, l’unica soluzione possibile. Uno di questi motivi di tensione era il rapporto che Mattei aveva con l’Algeria, fresca di indipendenza, con la quale erano in corso trattative che avrebbero schiuso al gruppo italiano l’accesso alle riserve di idrocarburi del Sahara, dove le società francesi avevano scoperto importanti giacimenti di greggio e metano. Va detto che il suo successore alla guida dell’Eni, Eugenio Cefis lasciò cadere nel vuoto queste trattative preferendo un accordo con la statunitense Standard Olil of New Jersey e abbandonando così la politica mediterranea del predecessore. Nel libro, di prosa assolutamente chiara e scorrevole, ci sono anche alcuni inediti: ad esempio il fatto che le lettere minatorie giunte a Mattei prima di morire erano state scritte con la stessa macchina da scrivere utilizzata per quelle inoltrate al segretario generale dell’Onu Dag Hammarskjold morto in un incidente aereo in Africa, carico di dubbi al punto che dopo sessant’anni, sono ripartite le indagini per capire cosa sia davvero successo all’uomo politico svedese. Così nel marzo 2025 una memoria redatta da Vincenzo Calia è stata trasmessa dalla Procura di Pavia al ministero nella Giustizia e da questo all’Onu. Lampi sull’Eni è stato presentato dagli autori in prima nazionale il 23 giugno scorso nella Sala del Minor Consiglio a Genova. Insieme agli autori è intervenuto il past sindaco e magistrato Adriano Sansa. A questa presentazione sono seguite quelle di Milano e Roma









