Si è conclusa domenica la festa nazionale del movimento giovanile di Forza Italia.

La festa nazionale del movimento giovanile di Forza Italia.

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di Massimo Iaretti

A San Benedetto del Tronto si sono riuniti più di 1300 ragazzi da tutta Italia per prendere parte ad una tre giorni di dibattiti, confronto ed approfondimento sui temi che tengono banco nell’ambiente della politica nazionale.
Protagonisti gli ospiti piemontesi: si è parlato parlato di ambiente ed energia nucleare col ministro Pichetto Fratin, di una pubblica amministrazione sempre più attrattiva e lungimirante con il ministro Zangrillo, di lavoro e sviluppo economico con il Presidente Cirio.
Presente anche tutta la dirigenza nazionale del partito, oltre che graditi ospiti come Carlo Calenda, leader di Azione, e diversi giornalisti tra i quali David Parenzo, Hoara Borselli e Daniele Capezzone.

La nutrita delegazione della provincia di Alessandria ha partecipato con entusiasmo, rafforzando la rete di dialogo regionale e nazionale con le altre sezioni.

“Usciamo da questa edizione 2025 di Azzurra Libertà con rinnovato entusiasmo e carichi per affrontare la stagione di impegni fissati per il prossimo autunno/inverno.
Dopo il Congresso Nazionale di Forza Italia Giovani di pochi mesi fa (che ha visto il ricambio di gran parte della segreteria nazionale) non era scontato riuscire a replicare i numeri e gli ospiti degli anni precedenti; ebbene, abbiamo registrato un tutto esaurito nelle strutture ricettive e aumentato ancora il consenso intorno a Forza Italia.
Chi ci dava per finiti dopo la scomparsa del Presidente Berlusconi deve oggi fare i conti con la realtà: esprimiamo figure di assoluto rilievo e competenza e rappresentiamo la classe dirigente moderata del futuro.
Vorrei infine esprimere solidarietà nei confronti del ministro Zangrillo, attaccato alla festa dell’Unità di Torino.
In un susseguirsi di manifestazioni dei vari partiti, negli ultimi giorni, viene facile fare un parallelismo: da noi Calenda è stato applaudito ed apprezzato, seppur con fisiologiche differenze che ci separano.
A casa del PD, invece, un ministro (invitato da loro) viene fischiato e svilito.
Paolo è un combattente e può tranquillamente tenere testa a quella platea, ma il paragone tra le due situazioni è impietoso e dovrebbe far riflettere sulla serietà dei militanti che compongono le due parti.”

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