CANTALUPO LIGURE – Una giornata all'insegna del vero spirito del trail running

Impresa d’oro al Castello di Pietra: Lina Gangemi brilla nel fango della Val Borbera

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di Nico Colani
CANTALUPO LIGURE – Una giornata all’insegna del vero spirito del trail running quella vissuta oggi, domenica 17 maggio 2026, a Cantalupo Ligure. Tra le diverse distanze dello storico evento delle “Porte di Pietra”, la gara del Castello di Pietra ha regalato emozioni uniche, unendo l’agonismo puro alla bellezza selvaggia dell’Appennino piemontese.
A rubare la scena è stata un’atleta straordinaria: Lina Gangemi, cittadina di Lerma e portacolori dell’Atletica Novese. Unica partecipante nella categoria femminile con un’età superiore ai 60 anni, Lina ha affrontato un tracciato reso durissimo e insidioso dal forte fango, tagliando il traguardo con il tempo eccezionale di 2 ore and 52 minuti.
Per l’atleta si tratta di un ritorno di livello in un territorio che la conosce bene: in passato, infatti, Lina era un volto notissimo del podismo tra il basso Piemonte e la Liguria quando difendeva i colori del Gruppo Sportivo Iride di Genova. Il suo crono odierno non è solo un risultato di tutto rispetto, ma la testimonianza di come il DNA sportivo e uno stile di vita sano sappiano mantenere giovani il corpo e la mente.
Il percorso: tra boschi, fango e storia:
La competizione del Castello di Pietra, pur essendo la più breve e accessibile del weekend delle Porte di Pietra, non ha risparmiato passaggi tecnici e impegnativi a causa del terreno scivoloso di oggi.
Il tracciato ad anello si è sviluppato per 17 chilometri con ben 760 metri di dislivello positivo, partendo dal centro di Cantalupo Ligure. Dopo aver toccato le frazioni di Prato e Campana, gli atleti hanno affrontato la salita più dura: un’ascesa continua nei boschi fino al suggestivo borgo storico di Borgo Adorno, dominato dallo splendido castello che dà il nome alla gara.
Da lì, una volta superata la frazione di Semega, i podisti si sono raccordati al sentiero di rientro della gara regina, affrontando la discesa finale fino al traguardo. Una formula vincente che, grazie al tempo massimo di 4 ore, si conferma adatta sia ai velocisti dello skyrunning sia ai camminatori, capaci di godersi i panorami incontaminati della Val Borbera.

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