Il ritorno dei giganti trifase ad Acqui Terme

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Il 23 e 24 maggio 2026, ad Acqui Terme, il tempo sembrava essersi piegato su sé stesso, riportando in vita un’epoca lontana ma mai dimenticata: quella dell’elettrificazione trifase ferroviaria italiana. Cinquant’anni dopo quel 25 maggio 1976, quando l’ultimo treno trifase percorse la tratta tra Alessandria e Acqui Terme, la città termale si è trasformata in un grande palcoscenico della memoria ferroviaria. Fin dalle prime ore del mattino di sabato, un’atmosfera vibrante ha avvolto la stazione di Acqui Terme. Il treno storico organizzato dalla Fondazione FS ha rievocato, con straordinaria fedeltà, i convogli di un tempo: carrozze “centoporte”, carri postali, e soprattutto il cuore pulsante dell’evento — le locomotive trifase E 431 ed E 432. Non erano solo treni, ma autentici simboli di un’Italia che correva verso il futuro, sospesa tra fili e pali, alimentata da quel sistema elettrico tanto affascinante quanto complesso. Vederli tornare a vivere, anche se trainati per esigenze moderne, comunque da locomotori storici come il E 656 ed il E 626 ha acceso negli occhi dei presenti una luce difficile da descrivere. Lungo tutta la tratta Alessandria–Acqui Terme, una moltitudine di persone ha affollato stazioni, passaggi a livello e tratti panoramici. C’erano appassionati con macchine fotografiche professionali, famiglie con bambini sulle spalle, anziani con lo sguardo lucido di chi quei treni li aveva visti davvero, cinquant’anni prima. Ogni passaggio del convoglio era accompagnato da un silenzio carico di emozione, subito rotto dal clic delle macchine fotografiche e da applausi spontanei. Era come se ogni stazione fosse diventata un piccolo teatro, e il treno l’attore principale di una rappresentazione collettiva. A bordo, l’esperienza era ancora più intensa. Le carrozze risuonavano di musica, di risate, di racconti. Il personale FS, vestito con uniformi storiche impeccabili, accompagnava i viaggiatori in un percorso non solo geografico ma anche emotivo.

Accanto a loro, la presenza della Polizia Ferroviaria in uniforme d’epoca completava la scena, restituendo un’immagine autentica e suggestiva del passato. Ogni dettaglio era curato: dai cappelli alle mostrine, dai gesti professionali alle parole rivolte ai passeggeri. Ma l’evento non si è limitato ai treni. Acqui Terme ha ospitato convegni di alto livello, dove storici, tecnici e appassionati hanno raccontato la nascita, lo sviluppo e la fine del sistema trifase in Italia. Grande successo anche per la mostra statica: diorami curatissimi, plastici ferroviari che riproducevano scene di vita quotidiana lungo le linee trifase, e una ricchissima esposizione fotografica che documentava decenni di storia ferroviaria. Gli espositori, provenienti da tutta Italia, hanno condiviso conoscenze, ricordi e passione con un pubblico attento e coinvolto. Quando, al termine delle due giornate, l’ultimo convoglio storico ha lasciato lentamente la stazione di Acqui Terme, un velo di malinconia ha attraversato la folla. Ma non era tristezza: era consapevolezza Consapevolezza che quei treni, quelle linee, quella tecnologia non appartengono solo al passato, ma continuano a vivere nella memoria collettiva, nei racconti, nelle immagini, nelle emozioni di chi c’era — ieri come oggi. E così, a cinquant’anni esatti da quel 25 maggio 1976, Acqui Terme non ha solo ricordato: ha fatto rivivere un pezzo di storia, trasformandolo in un’esperienza viva, condivisa, indimenticabile.

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