Il Rito della Scampagnata: La Pasquetta tra Tradizione Italiana e Identità Piemontese.
Mentre la Pasqua è la festa del ritorno, della famiglia raccolta attorno a una tavola imbandita e della solennità religiosa, la Pasquetta rappresenta per gli italiani l’evasione. Il Lunedì dell’Angelo è, per eccellenza, la giornata della “gita fuori porta”, un rito collettivo che mescola sacro e profano, dove il barbecue diventa l’altare e la natura il tempio. A livello nazionale, la festività nasce per ricordare l’incontro dell’angelo con le donne giunte al sepolcro di Gesù. Tuttavia, la tradizione della scampagnata ha radici più pragmatiche: celebrare l’arrivo della primavera. Dalle grigliate nei prati e sotto gli uliveti della Puglia ai picnic sulle spiagge siciliane, l’Italia intera si sposta verso l’esterno. Ma se scendiamo nel dettaglio regionale, scopriamo che ogni terra ha il suo modo unico di onorare questo lunedì di festa.
In Piemonte, la Pasquetta non è solo una giornata all’aria aperta, ma una vera e propria istituzione gastronomica e sociale che affonda le radici nella cultura contadina. Se c’è un concetto che definisce il picnic piemontese, è la merenda sinoira. Non è un semplice spuntino, ma un pasto pomeridiano abbondante che, come dice il nome, “fa da cena” (sin-a in piemontese). Nelle ceste di vimini portate tra i vigneti del Monferrato o nei prati dell’Appennini, non possono mancare: Frittate alle erbe: Preparate con il vertis (luppolo selvatico) o le prime erbette di campo, ma anche con le ortiche; Salumi e formaggi: tomini di Roccaverano, il Montebore e l’immancabile salame cotto monferrrino e crudo della Val Curone; Acciughe al verde: Un classico intramontabile condito con bagnetto verde (prezzemolo, aglio e acciughe); Vitello tonnato: Il re degli antipasti freddi piemontesi. Il tutto innaffiato con Grignolino, Dolcetto d’Ovada oppure un buon Barbera del Monferrato.
Una tradizione curiosa e divertente che coinvolge grandi e piccini è quella del gioco con le uova sode colorate. Due sfidanti battono le proprie uova l’una contro l’altra: prima dalla parte della punta (pùnt) e poi dalla parte posteriore (cùl). Vince chi riesce a mantenere il proprio guscio intatto, conquistando l’uovo dell’avversario. Mentre per i bambini c’è la caccia all’uovo, anche in questo caso le uova sode e colorate vengono nascoste e i bimbi devono cercarle. Vince chi ne trova di più. Curiosità di gemellaggio con la città di Karlovac e l’alessandrino e che negli spalti a giardino dell’antica fortezza croata viene fatta una grande caccia alle uova con la partecipazione di decine di bambini.
Nonostante il meteo sia spesso l’incognita principale con la “pioggia a Pasquetta”che è ormai un topos letterario e meteorologico, quest’anno siamo stati baciati da un bel sole. Pasquetta rimane l’occasione per celebrare la convivialità, la buona tavola e quella sabauda capacità di godersi la bellezza del territorio con sobria, ma profonda, allegria.









