Il primo reportage di Almerigo Grilz nel ricordo di Guido Giraudo
di Massimo Iaretti
Il primo reportage professionale di Almerigo Grilz, quello che gli permise per la prima volta di proporsi sul mercato internazionale dell’informazione, fu realizzato, insieme a Fausto Biloslavo tra l’agosto e il settembre del 1982, documentando la cacciata dei palestinesi dal Libano a seguito dell’invasione israeliana. Al reporter triestino, scomparso il 19 maggi 1987 mentre filmava un’azione dei guerriglieri anticomunisti della Renamo in Mozambico è dedicato il libro ‘Almerigo Grilz – il primo reportage’ a cura di Guido Giraudo, scrittore, storico e già vicedirettore del settimanale Candido. A lui abbiamo rivolto alcune domande relative alla genesi ed allo sviluppo di questo testo.
Come è nato questo libro?
Almerigo Grilz è stato uno dei maggiori reporter italiani iniziando, come detto, nel 1982, con una inchiesta in Libano cui seguì l’anno, nel 1983, un reportage nell’Afghanistan occupato dai russi, da allora i suoi servizi vennero acquistati dalle principali testate straniere.
Non da quelle italiane?
Almerigo era stato segretario del Fronte della Gioventù da metà degli anni Settanta sino all’inizio degli anni Ottanta e consigliere comunale del MSI a Trieste, questo gli valse l’ostracismo della maggior parte dei media italiani. Quando morì, nel 1987, (primo reporter italiano a morire sul lavoro nel dopoguerra) si cercò di farlo sparire dalla memoria collettiva.
Sino ai giorni nostri …
In questi ultimi anni, sia il premio giornalistico a suo nome, sia il film “Albastross”, che racconta la storia dell’agenzia giornalistica da lui creata con Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, hanno contribuito a farlo riscoprire e si è capito chi fosse in realtà. In Italia, tuttavia, molti hanno visto le sue immagini, ora sanno chi fosse, ma quasi nessuno poteva aver mai letto una riga di Almerigo.
E così è nato questo libro?
Nel 1981 – 1982, quando collaborava anche con Candido, la testa fondata da Guareschi e allora diretta da Pisanò, scrisse diversi articoli e servizi speciali che testimoniano anche del suo passaggio dall’impegno politico alla professione di giornalista.
Da qui il suo primo reportage?
Il primo, vero reportage fu quello dal Libano, occupato dagli israeliani con l’operazione ‘Pace in Galilea’. Partì nell’estate insieme a un giovanissimo Fausto Biloslavo come “inviato” del settimanale Candido. Quegli articoli, sembrano scritti oggi, basta sostituire Beirut con Gaza.
Tuttavia il Libano non è l’unico scenario degli articoli pubblicati?
Certamente ce ne sono altri molto interessanti, per esempio quello sulla ‘Marcia per l’Europa’ contro il pericolo russo (allora sovietico) in cui si parla della necessità di un esercito europeo (ed era 44 anni fa), o quello della Spagna post franchista, dopo la morte del Caudillo, Francisco Franco.
A proposito del Libano di ‘Pace in Galilea’ parlavi di un’analogia con quanto accade a Gaza?
Si, anche se si viveva in un’epoca differente, in cui i palestinesi erano utilizzati da Mosca e i cosiddetti “campi profughi” erano, in realtà, rifugio e palestra del terrorismo internazionale. Inoltre, ai tempi, quasi tutti gli stati arabi erano filocomunisti. Identico, invece, il modus operandi di Israele che mira all’annientamento completo del nemico. Nel 1982 dovettero intervenire Usa, Francia e Italia per impedire il massacro, ma i palestinesi furono comunque costretti a imbarcarsi e a Lasciare il Libano. Forse è quello che vorrebbe fare Trump a Gaza. Sullo sfondo, però, c’è la tragedia del Libano e del suo popolo, un tempo prospero e sicuro, poi invaso e devastato prima dai palestinesi, poi dai siriani, infine da Israele. La posizione di Almerigo è di grande solidarietà con i cristiani libanesi, la più importante minoranza religiosa di un Paese che era fondato sulla convivenza. In quel 1982 i cristiani, finalmente unificati da Bashir Gemayel nelle Forze Libanesi, costituivano la speranza di ricostruzione del Libano. Ma, come si leggerà, il giorno stesso in cui Almerigo rientrò in Italia…
“Almerigo Grilz – Il primo reportage”, edito da Idrovolante Edizioni, può essere ordinato in edicola o acquistato sui principali bookshop on line.









