Il Carnevale è uno degli eventi annuali più attesi non solo dai più piccoli

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Il Carnevale è una delle feste più antiche e amate della tradizione italiana. Da secoli, questa rappresenta un periodo dedicato al divertimento, alla libertà e al rovesciamento delle regole quotidiane, in cui maschere, colori e musica trasformano le città piccole e grandi in grandi palcoscenici a cielo aperto.

Storicamente, questa festa segna l’ultimo momento di convivialità prima dell’inizio della Quaresima, ed è proprio questo spirito di eccesso, leggerezza e condivisione a renderla, ancora oggi, così partecipata e attesa oltre ad essere un occasione di dileggio dei personaggi più discussi dell’anno.

Con l’arrivo di febbraio, quindi, si entra nel vivo del Carnevale 2026 che, ancora una volta, anima l’Italia con sfilate, carri allegorici, eventi culturali e feste popolari e tanta gastronomia. Tuttavia, essendo una ricorrenza legata al calendario liturgico, il Carnevale non ha una data fissa, ma cambia ogni anno in base alla Pasqua. Nel 2026, infatti, alcune celebrazioni sono già iniziate alla fine di gennaio, come ad Ivrea, mentre il periodo più intenso di festeggiamenti si concentra a metà febbraio.

Per quanto riguarda gli appuntamenti dedicati al carnevale veneziano, sicuramente uno dei più particolari in Italia è iniziato con largo anticipo. A Venezia, il Carnevale è cominciato il 31 gennaio, portando tra le calle, i campielli e i canali, performance, spettacoli e cortei di artisti, che proseguono per oltre due settimane.

Infatti, il ‘cuore‘ del Carnevale 2026 è scandito da tre date fondamentali. Il Giovedì Grasso, che quest’anno arriverà il 12 febbraio, è tradizionalmente uno dei giorni più sentiti, perché dedicato a feste, banchetti e sfilate. La Domenica di Carnevale, il 15 febbraio, rappresenta il momento centrale delle celebrazioni pre-quaresimali. Infine, la chiusura ufficiale delle festività arriva con il Martedì Grasso, il 17 febbraio, che anticiperà l’arrivo della Quaresima con un’ ultima grande giornata di festa, scandita da eventi in tutta Italia, soprattutto con l’abbruciamento del “carvè”. Il giorno successivo, mercoledì 18 febbraio, si celebra infatti il Mercoledì delle Ceneri, che aprirà il periodo di preparazione alla Pasqua.

La scelta di affidare la chiusura delle celebrazioni carnevalesche al Martedì Grasso è da rintracciare nell’antichità. Questo giorno, infatti, affonda le sue origini in tempi molto antichi e legati alla tradizione. Il termine ‘grasso’ richiama proprio l’abbondanza dei cibi consumati in questa giornata, soprattutto carne e pietanze ricche, che tradizionalmente venivano poi escluse durante la Quaresima. In piemonte sono famose le enormi feste a base di fagioli. In epoca medievale, la Quaresima era l’ultimo giorno utile per consumare le scorte di cibo prima del periodo di digiuno e penitenza, motivo per cui veniva celebrato con banchetti, feste popolari e momenti di eccesso collettivo. Ancora oggi il Martedì Grasso conserva questo significato simbolico: è l’ultima occasione per lasciarsi andare ai festeggiamenti prima di affrontare un periodo di tempo dedicato alla riflessione e alla sobrietà, ed è per questo che in molte città viene celebrato con appuntamenti particolarmente attesi.

Accanto alle date ufficiali, il Carnevale 2026 è arricchito da eventi che hanno reso alcune città famose in tutto il mondo. Il Carnevale di Venezia, ad esempio, è noto per i suoi eleganti balli in costume, i cortei sui canali e spettacoli di maschere in ogni angolo della città. Il Carnevale di Viareggio, invece, è celebre per le sfilate di carri allegorici in cartapesta, spesso ispirati all’attualità e alla satira. Il Carnevale di Putignano, una delle tradizioni più antiche d’Italia, coinvolge intere comunità con un ricco calendario di eventi per tutte le età. Il carnevale di Cento, gemellato con Rio de Janero. Il Carnevale di Fano famoso per il lancio dei dolciumi. Il Carnevale di Mamoiada coni suoi Mamuthones e gli Issohadores. Infine, ad Ivrea il Carnevale è l’occasione per rinnovare ogni anno la storica Battaglia delle Arance, uno degli appuntamenti più caratteristici del periodo carnevalesco.

In Piemonte sono famosi, oltre a quello di Ivrea, quello di Santhià che è il più antico del Piemonte, anche Borgosesia, Chivasso, Crescentino, Casale Monferrato con le sue maschere Catlinin e Gipin e quello di Biella e molti altri minori. Sicuramente il più caratteristico per l’alessandrino è quello della Lachera di Rocca Grimalda e di Acqui Terme con il re Sgaientò.

Ancora una volta, quindi, il Carnevale si conferma come un lungo viaggio tra tradizione e spettacolo, capace di trasformare le città italiane in luoghi di festa condivisa, dove storia e divertimento continuano a incontrarsi e a rinnovarsi di anno in anno.

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