Salame del Papa, torcetti

I Dolci Pasquali Piemontesi

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di Nico Colani
AlessandriaSarà vuole porgere gli auguri ai suoi lettori presentandovi i dolci pasquali piemontesi e la loro storia.
La Pasqua, in Piemonte, non è soltanto una festa religiosa o familiare: è un momento in cui la tradizione culinaria torna protagonista sulle tavole, raccontando storie antiche, leggende popolari e l’arte dolciaria di una regione che ha fatto del cioccolato e delle nocciole un’eccellenza conosciuta in tutto il mondo.

A differenza di altre regioni italiane, dove dominano grandi lievitati come la colomba, in Piemonte la tradizione pasquale si lega soprattutto al cioccolato, ai dolci al cucchiaio e alla pasticceria secca, con ricette che spesso nascono nelle cucine contadine e nelle botteghe artigiane.

L’uovo di cioccolato: una tradizione nata a Torino

Pochi sanno che il moderno uovo di Pasqua di cioccolato ha origini piemontesi. La tradizione delle uova come simbolo di rinascita è antichissima, ma fu a Torino, nel Settecento, che nacque l’idea di trasformarle in un dolce.

Si racconta che nel 1725 una pasticcera torinese, conosciuta come la “vedova Giambone”, ebbe un’intuizione geniale: utilizzare i gusci delle uova svuotati per riempirli con cioccolato fuso. Da questa idea nacque una vera e propria tradizione artigianale che i maestri cioccolatieri torinesi perfezionarono negli anni, creando gusci sempre più sottili e introducendo la sorpresa all’interno.

Secondo una piccola leggenda popolare, le prime sorprese non erano giocattoli ma piccoli messaggi d’amore o anelli, nascosti nel cioccolato come dichiarazioni romantiche. Un gesto che trasformava l’uovo in un dono simbolico e prezioso.

La ciambella di Pasqua piemontese: il dolce delle famiglie

Accanto alla tradizione del cioccolato, nelle case piemontesi si preparava la ciambella di Pasqua, un dolce semplice ma ricco di significato. La sua forma a corona non è casuale: rappresenta il ciclo della vita e la rinascita, temi centrali della Pasqua.

Era il dolce che si preparava con quello che si aveva in casa: farina, uova, zucchero, burro, scorza di limone e, quando possibile, uvetta o canditi. Veniva poi decorata con glassa di zucchero o granella e spesso al centro si mettevano piccoli ovetti colorati.

In molte famiglie era tradizione che fossero i bambini ad aiutare nella decorazione, trasformando la preparazione del dolce in un momento di festa e condivisione.

 Salame del Papa, torcetti

Il Bonèt: il dolce delle grandi occasioni

Se c’è un dolce che non manca mai nei pranzi delle feste piemontesi, è il Bonèt. Questo antico budino a base di latte, uova, zucchero, cacao, rum e amaretti è uno dei dessert più rappresentativi della regione.

Il nome “Bonèt”, che in piemontese significa cappello, ha diverse interpretazioni. Alcuni sostengono che derivi dalla forma dello stampo, altri raccontano che il dolce venisse servito a fine pasto, come ultimo piatto, proprio come il cappello è l’ultima cosa che si indossa prima di uscire di casa.

Esiste anche una curiosa tradizione popolare: si diceva che il Bonèt fosse un dolce “che mette d’accordo tutti”, tanto che veniva spesso preparato nelle occasioni in cui si riunivano famiglie o parenti che magari non si vedevano da tempo. Un dolce, quindi, simbolo di pace e convivialità.

Salame del Papa, torcetti e torta di nocciole

Tra gli altri dolci che non mancavano mai nel periodo pasquale troviamo il cosiddetto “Salame del Papa”, una variante piemontese del salame di cioccolato arricchita con nocciole e cacao. Il nome, secondo alcune tradizioni, deriverebbe dal fatto che fosse un dolce ricco e prezioso, degno appunto di un Papa, mentre secondo altri la forma ricorderebbe i salami che un tempo venivano regalati alle autorità religiose.

 Salame del Papa, torcetti

Non mancavano poi i torcetti e i canestrelli, biscotti friabili perfetti da accompagnare con vino dolce, caffè o zabaione, soprattutto nei lunghi pomeriggi di festa passati in famiglia.

Infine, un posto speciale lo occupa la torta di nocciole delle Langhe, preparata con le celebri nocciole piemontesi. È un dolce antico, contadino, nato quando la farina scarseggiava e veniva sostituita con la farina di nocciole, creando una torta profumata, semplice ma straordinariamente buona.

Una tradizione che racconta il territorio

I dolci pasquali piemontesi non sono solo ricette, ma racconti di famiglia, di campagne, di città e di botteghe artigiane. Raccontano un Piemonte laborioso e creativo, dove anche un semplice dolce può avere una storia lunga secoli.

Attraverso questi sapori si tramanda una cultura fatta di gesti semplici, di ricette scritte a mano e di profumi che tornano ogni anno, sempre uguali e sempre nuovi.

AlessandriaSarà augura a tutti i suoi lettori una Pasqua serena, ricca di dolcezza, tradizione e momenti da condividere con le persone più care.

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 Salame del Papa, torcetti
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