Ecolibarna, dopo 40 anni è tutto fermo Tra accordi scaduti, fondi restituiti, scaricabarile istituzionale, l

Ecolibarna, dopo 40 anni è tutto fermo

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Ecolibarna, dopo 40 anni è tutto fermo

Tra accordi scaduti, fondi restituiti, scaricabarile istituzionale, la bonifica è in stallo mentre l’inquinamento avanza

Ecolibarna è una vergogna che si trascina dagli anni ’80. Un sito contaminato, un pericolo per la salute e per l’ambiente, una bonifica mai davvero conclusa. E oggi scopriamo che tutto è fermo da anni tra accordi scaduti, promesse mancate, fondi da restituire, rimpalli di responsabilità tra Ministero, Regione e Provincia.

Il Ministero ammette che mancano le risorse e che, nel frattempo, alluvioni e dissesto idrogeologico hanno reso la situazione ancora più complessa e costosa. La cosa più grave è che, nel 2026, non si è ancora stati in grado nemmeno di definire con chiarezza gli interventi prioritari per mettere in sicurezza un territorio che convive da decenni con inquinamento e rischi ambientali.

È un livello di superficialità e inerzia politica semplicemente inaccettabile. È l’ennesima dimostrazione di istituzioni incapaci di assumersi fino in fondo responsabilità e decisioni, mentre il tempo continua a peggiorare tutto. Perché più si aspetta, più i problemi si aggravano, più aumentano i costi, più cresce il rischio per chi vive questi territori.

Eppure, qui in provincia di Alessandria dovremmo aver capito che aspettare significa quasi sempre arrivare troppo tardi. È una lezione che riguarda anche Spinetta Marengo e l’inquinamento da PFAS: continuare a rinviare e prendere tempo vuol dire lasciare che il danno si allarghi a macchia d’olio, tanto le conseguenze le pagano le persone e il territorio e le colpe si possono sempre scaricare su chi arriva dopo.

Su Ecolibarna servono immediatamente risorse, un cronoprogramma pubblico degli interventi, responsabilità chiare e l’avvio della bonifica. Basta scaricabarile. Qui si sta parlando della salute delle persone e del futuro di un territorio intero.

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