Da Tortona all’Artico
Una piazza gremita ha fatto da cornice alla serata “Tortona e l’Artico”, un appuntamento che ha saputo intrecciare storia, esplorazione, cultura e memoria locale in un viaggio ideale da Tortona fino ai ghiacci del Grande Nord. Dopo i saluti del Vicesindaco Daniele Calore, dell’Assessore alla Cultura Fabio Morreale e dei rappresentanti delle realtà coinvolte, oltre al Comune di Tortona, il CAI, il Museo del Mare e il Derthona Basket, l’incontro è entrato nel vivo con un dialogo dedicato al lungo rapporto tra l’Italia e le esplorazioni polari. Dalle antiche testimonianze di Plinio il Vecchio fino alle imprese dei grandi navigatori ed esploratori veneziani, genovesi e italiani, il pubblico ha potuto riscoprire il contributo fondamentale della nostra penisola alla conoscenza delle regioni artiche. La seconda parte della serata è stata dedicata al racconto del recente viaggio in Alaska compiuto da Matteo Leddi, storico e appassionato di storia locale, sulle tracce dei grandi esploratori del passato, moderata da Corrado D’Andrea. Attraverso immagini, filmati e testimonianze dirette sono stati presentati i luoghi simbolo della corsa all’oro, l’epopea del dirigibile Norge e l’esperienza vissuta tra Nome e Teller, due comunità affacciate sul Mare di Bering. Particolarmente apprezzato il collegamento in diretta dall’Alaska con Luca La Bombarda, appassionato di esplorazioni artiche e unico italiano residente a Nome, che ha conferito all’iniziativa un significativo valore internazionale. Il cuore dell’incontro è stato però dedicato alla scoperta del profondo legame che unisce il Piemonte, il Tortonese e il mondo polare. Dai grandi protagonisti delle esplorazioni italiane, come Giacomo Bove, il Duca degli Abruzzi, Vittorio Sella e Umberto Cagni, fino alle vicende della spedizione della “Stella Polare” del 1899, tra i cui protagonisti figurò Achille Cavalli Molinelli, originario di Sale, è emersa una pagina poco conosciuta ma straordinariamente ricca della storia locale. Proprio al Museo del Mare di Tortona è oggi conservata una parte significativa del materiale e dei cimeli legati a quella storica impresa. Ampio spazio è stato riservato anche alle spedizioni promosse dal CAI di Tortona in Antartide, Groenlandia, Alaska, Terra di Baffin, Svalbard, Islanda, Norvegia e Finlandia. Dal 1966 ai giorni nostri, queste iniziative hanno portato alpinisti, studiosi e appassionati tortonesi negli ambienti più estremi del pianeta, lasciando addirittura tracce nella toponomastica di quei luoghi, mantenendo vivo un rapporto privilegiato con il mondo polare e testimoniando una tradizione esplorativa che continua ancora oggi. La serata ha inoltre evidenziato come questo legame non appartenga soltanto al passato. Il filo che unisce Tortona all’Artico continua infatti a svilupparsi in forme nuove e sorprendenti, attraverso esperienze sportive, culturali, scientifiche e professionali che vedono ancora protagonisti cittadini e realtà del territorio. Nel corso dell’incontro è stata infine lanciata la proposta di istituire una “Giornata Tortonese dell’Artico”, un appuntamento annuale dedicato alle esplorazioni, alla ricerca scientifica, alla tutela ambientale e alla valorizzazione della memoria storica, coinvolgendo scuole, musei, associazioni e istituzioni culturali del territorio. Le vicende che nel corso del tempo hanno legato il Tortonese alle regioni polari rappresentano un patrimonio culturale di grande valore, che merita di essere conosciuto, valorizzato e tramandato alle future generazioni.








