Conferenza stampa – Giorno della Memoria 2026

Conferenza stampa – Giorno della Memoria 2026

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di Nico Colani
20 gennaio 2026, ore 10:00 – Sala Quattro Stazioni, Comune di Ovada
Si è svolta la presentazione della Mostra sul Nazismo e lo sterminio di bambini e adulti disabili, realizzata dall’ANFFAS Emilia Romagna.

Luogo esposizione: Sale espositive di Piazza Cereseto, Ovada

Inaugurazione: lunedì 2 febbraio 2026, ore 16:00

Periodo: fino a domenica 15 febbraio 2026

Orari di apertura:

– Lunedì: 16.00–18.00

– Martedì: 16.00–18.00

– Mercoledì, giovedì, venerdì, sabato: 09.30–11.30 / 16.00–18.00

– Domenica: 09.30–11.30

Promotori: Comune di Ovada, ANFFAS, AMPI

La conferenza è stata presieduta dall’assessore Sabrina Caneva (Cultura, Istruzione, Formazione Professionale, Politiche Giovanili, Volontariato e Turismo). Erano presenti rappresentanti dell’ANPI (Corrado Morchio), esponenti di ANFFAS e altre personalità che hanno ripercorso le tragiche fasi di quel periodo.

Il programma Aktion T4 – ricostruzione storica (integrata e rivista da fonti storiche e ispirata a Ausmerzen di Marco Paolini – Vite indegne di essere vissute)

Nel 1939 il regime nazista diede avvio all’Aktion T4 (dal nome della sede berlinese: Tiergartenstraße 4). Si trattò del programma sistematico di eutanasia forzata per eliminare persone con disabilità fisiche e mentali, considerate “vite indegne di essere vissute” secondo l’ideologia eugenetica nazista.

Due erano gli obiettivi principali:

1. “Purificare” il sangue della popolazione tedesca eliminando chi aveva “tare ereditarie”;

2. Risparmiare sulle spese sanitarie, in vista delle esigenze economiche della guerra imminente (l’invasione della Polonia avvenne il 1° settembre 1939).

Furono stilate liste di neonati e bambini disabili, e di pazienti psichiatrici ricoverati nei manicomi. Hitler autorizzò “la concessione della morte per grazia” ai malati giudicati incurabili. Già da anni era in vigore la sterilizzazione forzata per impedire la riproduzione.

Ora iniziò lo sterminio vero e proprio: per i bambini, spesso infermiere somministravano dosi letali; per gli adulti si sperimentarono le prime camere a gas (camuffate da docce) e forni crematori. Uno dei centri più noti fu Hadamar, che anticipò i metodi poi usati ad Auschwitz e negli altri campi di sterminio. A dirigere e operare non furono militari, ma psichiatri, medici di famiglia e personale sanitario: oltre 500 medici si prestarono a questo inganno mostruoso.

Vennero creati 22 consultori per identificare e ricoverare i bambini con malattie ereditarie. Si usarono trucchi per sottrarli alle famiglie e sopprimerli. Il programma fu ufficialmente sospeso il 24 agosto 1941, dopo le proteste di famiglie e soprattutto dopo la denuncia pubblica del vescovo di Münster Clemens von Galen. Tuttavia, le uccisioni continuarono in forma decentralizzata (iniezioni letali, fame) fino al 1945.

Le stime parlano di 250.000–300.000 persone disabili eliminate. Il sadismo non risparmiò nulla: estrazione di protesi dentarie dai cadaveri, prelievo di cervelli per ricerche, uso di bambini come cavie per testare vaccini. Cinque medici a capo dell’operazione furono condannati come criminali di guerra nel Processo dei medici a Norimberga.

Questa pagina oscura della storia ci ricorda quanto sia fragile la civiltà quando la scienza e la medicina si mettono al servizio dell’ideologia di esclusione e di purificazione.

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