Castelceriolo si veste a festa per San Rocco: una settimana di sfide tra i quattro rioni
CASTELCERIOLO – Il borgo si veste a festa e, ancora una volta, è pronto a celebrare San Rocco, il patrono al quale la comunità di Castelceriolo è profondamente legata. Nel cuore della Frascheta, il paese si prepara a vivere giorni nei quali fede, tradizione, divertimento e senso di appartenenza si intrecciano, riportando in piazza quella particolare energia che soltanto le feste patronali riescono a creare.
Le strade e le case del borgo sono già imbandierate con i colori dei quattro rioni: Barbotta, Fornace, Castegna e Grilla. Quattro contrade, quattro identità, ma soprattutto un’unica comunità, che per una settimana metterà da parte per qualche ora la quotidianità per confrontarsi in una serie di gare, con l’obiettivo di conquistare l’ambito Trofeo dei Rioni.
La festa affonda le proprie radici nella tradizione religiosa. Il momento centrale sarà la processione di San Rocco, appuntamento nel quale la comunità si ritroverà attorno al proprio patrono, rinnovando una devozione che appartiene alla storia del paese e che continua a essere trasmessa di generazione in generazione.
Poi spazio alla competizione, quella sana e goliardica che da sempre rappresenta uno degli ingredienti più belli delle feste di paese. I quattro rioni si sfideranno in diverse prove, raccogliendo punti e cercando di portare i propri colori sul gradino più alto del podio. A vincere, alla fine, non sarà soltanto il rione più bravo, ma anche la capacità della comunità di stare insieme, di coinvolgere giovani e meno giovani e di mantenere vive tradizioni che rischierebbero altrimenti di perdersi.
L’appuntamento più atteso sarà però quello di domenica 23 agosto, quando le strade di Castelceriolo diventeranno il teatro della caratteristica corsa delle macchinine autocostruite. Una gara tanto semplice quanto spettacolare: i quattro rioni metteranno in pista ( le strade del paese) i propri piccoli bolidi, costruiti con fantasia, ingegno e una buona dose di spirito goliardico. Sarà una folle discesa verso il traguardo, nella quale ogni equipaggio cercherà di arrivare per primo, tra il tifo del pubblico e il sostegno dei propri colori.
È proprio in manifestazioni come questa che si ritrova lo spirito autentico delle feste popolari. Non servono grandi palcoscenici: bastano una strada, qualche macchinina costruita artigianalmente, un gruppo di amici, un pubblico appassionato e la voglia di divertirsi insieme. Castelceriolo non è soltanto una frazione di Alessandria. È uno dei borghi che meglio raccontano quella particolare identità della Fraschetta, territorio di pianura che per secoli ha costruito la propria storia attorno all’agricoltura, alle cascine, alle vie di comunicazione e a una forte cultura comunitaria. Del resto, Castelceriolo porta già nel proprio nome il ricordo della sua antica vocazione fortificata. Il castello del borgo, oggi conosciuto come Castello dei Ghilini, ha origini nel XII secolo: quando l’insediamento assunse una forma più definita di paese, venne realizzato un primo fortilizio per controllare e difendere il territorio. Qui il rapporto con la terra ha contribuito a plasmare carattere e tradizioni. La vita del paese è stata per lungo tempo scandita dal lavoro agricolo, dalle stagioni, dalle feste religiose e dalle occasioni nelle quali la comunità poteva ritrovarsi. Un patrimonio immateriale fatto di consuetudini, racconti familiari, dialetto, cucina, devozioni e rapporti di vicinato.
Anche per questo la festa di San Rocco assume un significato che va oltre il semplice calendario degli appuntamenti estivi. È una sorta di fotografia della comunità: mostra un paese che vuole continuare a riconoscersi nella propria storia, senza rinunciare al divertimento e alle nuove forme di partecipazione. I quattro rioni ne sono la dimostrazione più evidente. Barbotta, Fornace, Castegna e Grilla diventano per alcuni giorni le squadre di una grande competizione, ma dietro la rivalità sportiva rimane il senso di appartenenza a Castelceriolo. E quando domenica le macchinine autocostruite inizieranno la loro corsa, a vincere sarà certamente chi taglierà per primo il traguardo. Ma, al di là della classifica, ci sarà un altro vincitore: il paese.
Perché una festa patronale non è soltanto una ricorrenza. È memoria, identità e futuro. È il modo con cui una comunità ricorda ciò che è stata e, allo stesso tempo, dimostra di avere ancora voglia di stare insieme. A Castelceriolo, nel cuore della Fraschetta, San Rocco torna così a essere il simbolo di una comunità che conserva un forte attaccamento alle proprie radici. E tra processioni, colori, rioni, sfide e macchinine lanciate verso il traguardo, il piccolo borgo alessandrino si prepara a vivere ancora una volta la sua festa più sentita.









