Casale Monferrato, difendere la libertà religiosa per custodire la democrazia
di Luca Beccaria
Venerdì 6 febbraio, nel salone San Pio X della parrocchia dell’Addolorata, si è svolto il secondo
incontro del percorso sulla Dottrina sociale della Chiesa, inserito nel programma Uniti in un
progetto di libertà, introdotto da don Eugenio Portalupi e guidato dal professor don Fabrizio
Casazza. Tema della serata: Libertà religiosa e laicità dello Stato, affrontato con rigore concettuale
e attenzione alle ricadute concrete nella vita civile.
Riprendendo in forma di “pillole” i contenuti dell’incontro precedente, don Casazza ha richiamato i
quattro principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa. Anzitutto la dignità della persona
umana, che non riguarda la massa ma il singolo, ed è una dignità preesistente allo Stato, non
concessa ma riconosciuta. Il bene comune è stato definito come il bene di tutti e di ciascuno, non
riducibile alla somma dei beni individuali. La solidarietà, spesso banalizzata come sentimento di
compassione, è invece la ferma e perseverante determinazione a impegnarsi per il bene comune, una
vera virtù cristiana. Infine la sussidiarietà, secondo cui ciò che può fare un livello inferiore non deve
essere sostituito da uno superiore: chi è più vicino al problema ha maggiori possibilità di
affrontarlo, evitando derive assistenzialistiche.
Entrando nel tema specifico della serata, don Casazza ha mostrato come libertà religiosa e laicità
non siano concetti superati, ma questioni tutt’altro che risolte. Lo dimostrano casi recenti, come le
polemiche sorte attorno alla partecipazione di Benedetto XVI all’Università La Sapienza o il
dibattito sull’intitolazione di una via a san Carlo Acutis a Pontedera, dove la laicità dello Stato è
stata impropriamente invocata per escludere ogni riferimento religioso dalla sfera pubblica. La
Dottrina sociale della Chiesa non parla di separazione tra sfera pubblica e religiosa, ma di
distinzione: il Magistero interviene non per intromettersi, bensì per illuminare le coscienze e
orientare l’agire verso lo sviluppo integrale della persona.
La libertà religiosa, ha sottolineato don Casazza, è più ampia della sola libertà di culto ed è tra i
primissimi diritti umani riconosciuti (in Italia, all’art. 3 della Costituzione). Eppure, circa il 64%
della popolazione mondiale subisce gravi violazioni, tra persecuzioni fisiche, discriminazioni
giuridico-politiche e intolleranze sociali. In questo quadro è fondamentale distinguere tra laicità,
secolarizzazione e laicismo: quest’ultimo, che mira a espellere la religione dalla sfera pubblica, non
solo sarebbe ingiusto, ma perfino contrario ai principi costituzionali e ai diritti riconosciuti a livello
internazionale. Esempi contemporanei sono, gli Stati Uniti, come realtà laica, ma per nulla
secolarizzata, prova sono, ad esempio, i giuramenti sui testi religiosi per l’assunzione di cariche
pubbliche. Altro esempio è il Regno Unito, dove la società è secolarizzata, ma lo Stato non può
essere definito laico, dato che il capo dello Stato è anche il capo della chiesa nazionale.
L’incontro ha offerto così strumenti preziosi per comprendere una laicità autentica, fondata sul
rispetto di ogni confessione e sulla piena libertà della persona, chiamata a vivere anche nella polis i
valori del Vangelo.









