Benedicta, memoria viva dell’eccidio: il ricordo delle vittime e l’impegno delle istituzioni

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In una solennità composta sulle alture dell’Appennino, si è rinnovata la commemorazione dell’eccidio della Benedicta, una delle pagine più tragiche della Resistenza italiana. Qui, tra il 6 e l’11 aprile 1944, si consumò uno dei più gravi massacri compiuti dalle truppe nazifasciste contro i partigiani e i civili: furono 147 le vittime, in gran parte giovani combattenti catturati e poi fucilati, mentre altri 140 furono deportati nei campi si concentramento di cui in pochi poterono rientrare in Italia.

La cerimonia ha visto la partecipazione di una immensa folla di persone, numerose autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni partigiane e cittadini giunti da tutto il territorio piemontese e ligure, uniti nel ricordo e nella difesa dei valori della libertà e della democrazia.

Nel corso dell’orazione ufficiale sono intervenuti il sindaco di Genova Silvia Salis, che ha sottolineato il legame profondo tra le comunità liguri e questo luogo simbolo della lotta di Liberazione, e il vicepresidente della Regione Piemonte Daniele Ravetti, che ha richiamato l’importanza di trasmettere alle nuove generazioni la memoria storica come argine contro ogni forma di violenza e sopraffazione.

Presente anche il presidente della Provincia di Alessandria, a testimonianza dell’impegno delle istituzioni locali nel custodire e valorizzare questo patrimonio di memoria collettiva, oltre a tanti Sindaci alessandrini e genovesi.

Particolarmente significativo è stato l’intervento del presidente del Consiglio Comunale dei Bambini di Mornese, che ha portato il contributo delle nuove generazioni. Le sue parole, semplici ma profonde, hanno ricordato come la memoria non sia solo un dovere verso il passato, ma anche una responsabilità per costruire un futuro più giusto e consapevole.

La commemorazione alla Benedicta si conferma così non soltanto un momento di raccoglimento, ma un’occasione di riflessione civile, in cui il sacrificio delle vittime continua a parlare al presente, indicando la strada della pace, della solidarietà e della libertà.

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