Asti rende omaggio alla pittura del ‘suo’ Paolo Conte

Visite: 152
Pubblicità
Tempo di lettura:2 Minuti, 21 Secondi

di Piergiorgio Panelli

Pubblicità

Aperta ad Asti dal 5 Novembre una grande mostra a palazzo Mazzetti “Paolo Conte Original” dedicata a Paolo Conte, Astigiano, Avvocato, Poeta, musicista come cantante e compositore, lirico e ironico sperimentatore del visivo: sicuramente uno dei più grandi e amati artisti del nostro tempo, icona indiscussa della storia della canzone, acclamato e desiderato dai più prestigiosi palcoscenici internazionali, dal Blue Note di New York alla Philharmonie Berlin, dall’Olympia di Parigi al Teatro alla Scala di Milano. La mostra contiene 143 lavori, rigorosamente su carta, realizzati da Paolo Conte in un arco di tempo di quasi settant’anni: dal 1957 fino al 2023, anno dell’invito a esporre le sue opere alla Galleria degli Uffizi. C’è, alla base del suo processo creativo, che si tratti della sua musica o dei versi delle sue canzoni o dei suoi disegni, un aspetto fondamentale e immediatamente riconoscibile: il suo stile unico, inconfondibile,
fedele solo a se stesso.


Il nucleo centrale della mostra è costituito da lavori mai esposti e da un’attenta selezione di tavole (fra le oltre 1800) tratte da Razmataz, l’opera interamente scritta, musicata e disegnata da Paolo Conte; un’opera straordinaria, temeraria, ambientata nella Parigi vitale e autunnale degli anni Venti, che celebra, dietro la misteriosa scomparsa di una ballerina,l’attesa e l’arrivo nella vecchia Europa della giovane musica americana, il jazz ed il relativo swing. Razmataz svela pienamente la grande capacità di Paolo Conte di fissare sulla carta personaggi e atmosfere, in cui ravvisare quella libertà formale di cui si è nutrita l’arte del Novecento, in primis quella dei primi due decenni del secolo, così carichi di avanguardia.
Nelle opere in mostra Paolo Conte spazia tra soggetti e stili diversi, affascinato sia dal disegno sia dal colore; è un “novecentista”, nel senso più puro del termine, non solo, dunque, per questioni di tecnica, ma per una “soggettività” che gli appartiene nel profondo: nei suoi lavori, anche la realtà più oggettiva si carica, ogni volta, di esotismo, di allusività, risuona di una bellezza immaginifica, potente, jazzata e ironica.
In questa prospettiva, specificità della mostra è pure il percorso espositivo: le opere si susseguono secondo una scelta scrupolosa e sorprendente voluta dall’artista stesso, espressione di una poeticità assolutamente singolare, conducendo lo spettatore nel cuore stesso dell’universo poetico di Paolo Conte, diventando un’opportunità rara per scoprire il lato più
visivo e nascosto di un artista profondo che confessa Il disegno è uno dei miei due vizi capitali, più antico di quello per la musica e le canzoni”.. ”. La mostra Curata da Manuela Furnari– saggista e autrice dei più importanti testi critici dedicati all’ opera di Paolo Conte – e organizzata, fra le varie Istituzioni, dalla “Fondazione Asti Musei”, “Fondazione Cassa di Risparmio di Asti”, “Regione Piemonte” e “Città di Asti” (con il contributo del “Ministero della Cultura”)sarà aperta sino al 1 marzo 2026.