Processo Solvay, Sinistra Italiana al presidio davanti al Tribunale di Alessandria: “Verità, bonifiche e responsabilità. Sulla salute non si scende a patti.”

Alessandria, Processo Solvay: sulla salute non si scende a patti

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Processo Solvay, Sinistra Italiana al presidio davanti al Tribunale di Alessandria: “Verità, bonifiche e responsabilità. Sulla salute non si scende a patti.”

Questa mattina Sinistra Italiana ha partecipato al presidio davanti al Tribunale di Alessandria, dove si è svolta l’udienza del processo penale per disastro ambientale a carico di due dirigenti dell’ex Solvay, oggi Syensqo.

L’iniziativa è stata promossa da comitati e associazioni riuniti nel percorso “Ce l’ho nel sangue- Giustizia per Spinetta e per tutta la Fraschetta”. L’udienza si è conclusa con la calendarizzazione di due udienze il 3 e il 25 giugno.

La battaglia che la comunità della Fraschetta sta portando avanti– ha dichiarato Alice Ravinale, capogruppo di AVS in Regione Piemonteè cruciale non solo per chi vive in questo territorio ma per tutta la regione perché qui si trova l’unico stabilimento che produce PFAS in Piemonte.

L’assessore Riboldi ha ribadito in più occasioni che la Regione non sarebbe scesa a patti. Eppure, sappiamo che gli incontri con l’azienda ci sono stati e alle interrogazioni, che abbiamo presentato in Consiglio regionale e in Parlamento, non sono arrivate risposte.

La procedura per il rinnovo dell’AIA procede con tempi inaccettabili: è vergognoso che un tavolo lavori da oltre due anni senza dare risposte a un territorio che convive da decenni con l’inquinamento. Continueremo a tenere alta l’attenzione su chi ha la responsabilità di tutelare la salute pubblica.

È una battaglia che si può vincere, come dimostra quanto accaduto in Veneto. Sulla salute delle persone non si scende a patti: chi inquina deve pagare.

Ringraziamo i movimenti e i comitati che da anni portano avanti una mobilitazione fondamentale– commenta Eugenio Spineto, segretario della Federazione provinciale di Sinistra ItalianaQui c’è una comunità in lotta che chiede risposte non solo dalle aule di giustizia, ma anche dalla politica.

Il Ministero dell’Ambiente ha finora temporeggiato sulle bonifiche e la Regione dovrebbe stare dalla parte dei cittadini, non mostrarsi accondiscendente verso le logiche del profitto.

Il procedimento per il rinnovo dell’AIA lascia perplessi: su un sito produttivo attivo da oltre cento anni non si può procedere come se nulla fosse. Di fronte a un inquinamento di questa portata dovrebbe almeno essere sospesa la produzione delle sostanze nocive.

Questa sarà una battaglia lunga, ma cittadine e cittadini non saranno soli. È il momento di pretendere verità, bonifiche e giustizia per la Fraschetta”.

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