Alessandria, l’antilope dei Dik Dik corre ancora e non si ferma
di Massimo Iaretti
Il concerto dei Dik Dik organizzato domenica sera al Quartiere Cristo, non è stato soltanto lo spettacolo di un gruppo che è stato (e continua ad esserlo) pietra miliare della storia della musica italiana ma anche un esempio di vita.
La band nata nel 1965, che vede ancora tra i suoi componenti due dei fondatori, Pietro ‘Pietruccioì Montalbetti e Giancarlo Sbriziolo, continua la sua corsa iniziata sessantuno anni fa, quando nel 1965 si formò il gruppo che prese il nome da una antilope africana, termine scoperto da Montalbetti.

Domenica, nel corso della serata in Piazza Campora, ottimamente organizzata dall’Associazione Commercianti del Cristo, dalla Pro loco Lisondria, presenti il vice sindaco Daniele Barosini e l’assessore Daniele Coloris, i Dik Dik hanno presentato un repertorio che è sempre attuale, apprezzato da un pubblico non soltanto diversamente giovane ma anche da diversi spettatori di di età più giovane.
Sono stati sfoderati tutti i loro principali successi a partire da Sognando California, Senza Luce, Io mi fermo qui, Vendo Casa, e l’Isola di Wight, proposta due volte, una nel cuore del concerto, l’altra come finale, tutte accolte con applausi dal pubblico.

E tra una canzone e l’altra Pietruccio ha ripercorso momenti della loro storia, che sono stati anche momenti di vita quotidiana della musica italiana dagli anni Sessanta ad oggi, con una punta di particolare nostalgia per l’indimenticabile Lucio Battisti.

Dunque la bella serata al Cristo non è stata solo un concerto, o un momento di ricordo perché i Dik Dik hanno insegnato che si deve avere un piede nel passato ma guardare sempre e comunque al futuro.
Il tutto con la regia di Stefano Venneri assente perché impegnato come speaker del Torino Calcio









