Alessandria celebra il 25 aprile: memoria viva della Resistenza e della libertà
Alessandria – Le piazze e le vie della provincia di Alessandria si preparano a celebrare il 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazifascismo, una ricorrenza che continua a rappresentare un punto fermo nella coscienza civile del territorio.
Le celebrazioni, promosse dai Comuni e dalle associazioni combattentistiche e d’arma insieme all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, vedranno la partecipazione di istituzioni, scuole e cittadini. Nel capoluogo e nei centri della provincia, sono previste deposizioni di corone ai monumenti ai caduti, cortei commemorativi e momenti di raccoglimento per onorare quanti hanno preso parte alla lotta di Liberazione.
Anche il territorio alessandrino fu protagonista della Resistenza. Le montagne, le colline e le vallate della provincia ospitarono formazioni partigiane attive nella lotta contro l’occupazione nazista e il regime fascista, contribuendo in modo significativo agli eventi che portarono, nel 1945, all’insurrezione generale proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia.
La memoria di quei giorni è ancora oggi custodita attraverso testimonianze, lapidi e racconti tramandati di generazione in generazione. Durante le celebrazioni, non mancheranno interventi delle autorità e momenti dedicati alle scuole, con l’obiettivo di coinvolgere i più giovani in un percorso di conoscenza e consapevolezza storica.
Particolarmente sentita la partecipazione dei cittadini, che ogni anno rinnovano il loro impegno nel ricordare il sacrificio di chi ha combattuto per restituire libertà e democrazia all’Italia. Una presenza che conferma come il 25 aprile non sia soltanto una ricorrenza istituzionale, ma un momento condiviso di identità collettiva.
In un tempo in cui la memoria rischia talvolta di affievolirsi, Alessandria e la sua provincia ribadiscono con forza il valore della Resistenza e dei principi su cui si fonda la Repubblica. Un vecchio partigiano diceva sempre, se oggi c’è la democrazia e tutti possono dire la loro, la si deve a quei giovani che combatterono il nazifascismo e molti di loro non la videro e che sono sepolti sulle montagne e colline anche della nostra provincia. Il 25 aprile resta così una giornata viva, capace di unire passato e presente nel segno della libertà.








