Addio a Tony Dallara: L’Urlatore che Rivoluzionò la Canzone Italiana
di Nico Colani
Il mondo della musica italiana piange la scomparsa di Tony Dallara, all’anagrafe Antonio Lardera, avvenuta il 16 gennaio 2026 a Milano all’età di 89 anni. Dopo un periodo di salute precaria, inclusi due mesi di coma nel 2024, il cantante si è spento in ospedale, lasciando un’eredità di successi indimenticabili e una vita divisa tra note appassionate e pennellate artistiche. Dallara, pioniere del rock’n’roll italiano e primo tra gli “urlatori”, ha segnato un’epoca con la sua voce potente e innovativa, influenzando generazioni di artisti.
I Primordi: Da Campobasso alle Luci di Milano
Nato il 30 giugno 1936 a Campobasso, Tony era l’ultimo di cinque figli – quattro maschi e una femmina – di Battista Lardera, ex corista al Teatro alla Scala, e Lucia, una governante originaria del Molise. Cresciuto a Milano fin dall’infanzia, abbandonò presto gli studi obbligatori per lavorare come barista e impiegato. Ma la passione per la musica lo travolse: ispirato da idoli americani come Frankie Laine e i The Platters – in particolare il solista Tony Williams – iniziò a esibirsi in locali milanesi con il gruppo Rocky Mountains, poi ribattezzato I Campioni. Al Santa Tecla, un tempio del rock emergente, conobbe Adriano Celentano e ottenne i primi ingaggi retribuiti, a 2.000 lire a serata.
Nel 1957, mentre lavorava come fattorino per l’etichetta Music, fu scoperto dal direttore Walter Guertler, che lo scritturò e gli cambiò il cognome in “Dallara” per renderlo più musicale. Il suo debutto con “Come prima” – un brano respinto al Sanremo del 1955 – fu un’esplosione: vendette 300.000 copie, stabilendo un record e lanciandolo come star. Durante il servizio militare ad Avellino, al fianco del pianista Franco Bracardi, continuò a sfornare hit come “Ti dirò”, “Brivido blu” e “Ghiaccio bollente”.
I Successi: Da “Come Prima” alla Conquista dell’Europa
La carriera di Dallara decollò negli anni ’50 e ’60, con uno stile vocale “urlato” che elettrizzò l’Italia, rompendo con la tradizione melodica. “Come prima” non solo dominò le classifiche italiane, ma conquistò i Paesi Bassi e le Fiandre, venendo reinterpretata in inglese dai The Platters. Altri trionfi inclusero “Julia”, “Non partir” e “La novia”, che rimase al primo posto in Italia per otto settimane. Vinse due volte Canzonissima, nel 1960 e 1961, con “Romantica” e “Bambina bambina”.
Dallara non si limitò alla musica: apparve in film musicali come “I ragazzi del Juke-Box” (1959) con Betty Curtis e Fred Buscaglione, “Sanremo, la grande sfida” (1960) e “I teddy boys della canzone” (1960). Negli anni ’60, con l’avvento del beat, i successi calarono, portandolo a un temporaneo ritiro negli anni ’70. Ma negli ’80 tornò con serate estive, reincisioni e collaborazioni, come con il rapper MAK in “Anime” nel 2019. Nel 2024, nonostante i problemi di salute, incantò il pubblico a “Domenica In” con Mara Venier, cantando live i suoi classici.
Sanremo: La Vittoria Iconica e i Ritorni
Sanremo fu il palcoscenico che lo consacrò. Nel 1960, in coppia con Renato Rascel, vinse con “Romantica”, un brano tradotto in molteplici lingue, incluso il giapponese, e interpretato da Dalida in francese. Tornò nel 1961 con “Un uomo vivo” (decimo posto, con Gino Paoli) e nel 1964 con “Come potrei dimenticarti” (finale, con Ben E. King). Provò a rientrare nel 2008 con Teo Teocoli (“Cartà d’identità”), ma non fu ammesso.
Amori, Famiglia e Vita Privata
Dietro i riflettori, Dallara ha sempre privilegiato la famiglia: “La cosa più importante in assoluto per me è sempre stata la famiglia”. Negli anni ’70 incontrò Patrizia, sua compagna da quasi cinquant’anni, con cui ha avuto due figlie: Natashia e Lisa. Lisa Lardera è diventata un nome di punta nel mondo della moda, lavorando per Gucci. Pochi dettagli sui suoi amori giovanili, ma Dallara ha ammesso di aver incontrato star hollywoodiane come Marilyn Monroe e Jane Russell durante i suoi apici di fama.
Curiosità e Fatti Inediti: L’Artista a 360 Gradi
Dallara non era solo un cantante: appassionato di pittura astratta fin da giovane, negli anni ’70 la trasformò in professione, esponendo in gallerie e stringendo amicizie con maestri come Renato Guttuso, Lucio Fontana e Dino Buzzati – quest’ultimo introdusse la sua prima personale e gli insegnò persino a sciare. Un fatto poco noto: Totò scrisse un brano per lui, ma Sanremo lo rifiutò. Raggiunse l’incredibile record di sette canzoni in hit parade contemporaneamente, grazie a un ritmo di uscite serrato.
Altre chicche: Vasco Rossi lo cita in “Asilo republic” (“Come prima, più di prima t’amerò”), mentre gli Squallor parodiarono “La novia”. Incontrò idoli come Perry Como e Dean Martin, che lo salutò con un affettuoso “paisà!”. Partecipò allo Zecchino d’Oro nel 1995 e fu opinionista in TV negli anni 2000.
Tony Dallara lascia un vuoto nel panorama musicale italiano, ma la sua “Romantica” e “Come prima” continueranno a echeggiare, simbolo di un’era di innovazione e passione. Riposa in pace, urlatore eterno.









