Addio a Peppino di Capri: l’ultimo crooner dell’isola che ha fatto ballare e sognare l’Italia

Addio a Peppino di Capri: l’ultimo crooner dell’isola che ha fatto ballare e sognare l’Italia

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di Nico Colani –
Capri, 11 luglio 2026. Pochi giorni prima di compiere 87 anni, se n’è andato in silenzio Giuseppe Faiella, per tutti Peppino di Capri. Una lunga malattia ha spento una delle voci più eleganti e durature della musica italiana, ma non ha cancellato la melodia che ha accompagnato intere generazioni dal boom economico fino ai giorni nostri.

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Nato il 27 luglio 1939 sull’isola azzurra, Peppino proveniva da una famiglia in cui la musica era pane quotidiano. Nonno musicista nella banda locale, padre proprietario di un negozio di dischi e polistrumentista: il piccolo Giuseppe respirò note fin dalla culla. A soli quattro anni, nel 1943, si esibì per la prima volta suonando il pianoforte davanti alle truppe alleate americane di stanza a Capri. Fu un segno del destino: orecchio finissimo, istinto per i ritmi d’oltreoceano e una naturalezza rara.

Dopo gli studi di pianoforte a Napoli e le prime serate nei night di Capri e Ischia con il Duo Caprese, arrivò l’esplosione nel 1958 con “Malatia”. Da quel momento Peppino diventò il rivoluzionario gentile della canzone napoletana: prese i grandi classici, li vestì di rock’n’roll, twist, jazz e mambo, senza mai tradirne l’anima. Successi come “Nessuno al mondo”, “Luna caprese”, “Roberta”, “St. Tropez Twist” e “Let’s Twist Again” lo consacrarono star nazionale. Nel 1965 fu supporter del tour italiano dei Beatles: un ragazzo di Capri sul palco con la band più grande del mondo.

Gli anni Settanta furono il suo apice. Fondò l’etichetta Splash e trionfò due volte al Festival di Sanremo: nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e soprattutto con l’immortale “Champagne”, brano elegante e internazionale che ancora oggi fa brindare intere generazioni. Nel 1976 tornò a vincere con “Non lo faccio più”. In tutto partecipò a quindici edizioni della kermesse, segnando un record di longevità e classe.

Peppino non fu solo un cantante: fu un ponte tra tradizione e modernità, tra Napoli e il mondo. La sua voce calda, il pianoforte raffinato e un’eleganza mai ostentata lo resero unico. Incise oltre cinquecento brani, vendette milioni di dischi e portò la melodia italiana nei cuori di tanti, senza mai inseguire mode effimere.

Nella vita privata fu uomo riservato, lontano dai gossip e dai riflettori inutili. Due matrimoni, tre figli (Nico dalla prima unione, Edoardo e Dario dalla seconda moglie Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019). La perdita della compagna fu un colpo durissimo, da cui non si riprese del tutto. Negli ultimi anni si divideva tra Napoli e Capri, circondato da figli e nipoti, continuando a suonare in privato. L’ultima apparizione pubblica a sorpresa risale all’estate 2025 sull’isola, quando cantò con la band capitanata dal figlio Edoardo: un regalo al suo pubblico.

Nel 2023 il Festival di Sanremo gli consegnò il Premio alla Carriera, un riconoscimento doveroso a una carriera lunga oltre sessantacinque anni.

Peppino di Capri se n’è andato come aveva vissuto: con discrezione, nella sua Capri amata. Lascia un repertorio che continua a suonare nelle radio, nei locali, nelle case. Lascia soprattutto la lezione di chi ha saputo innovare senza rinnegare le radici, di chi ha trasformato la nostalgia in champagne da sorseggiare con il cuore.

Grazie Peppino. Per le serate estive, per i balli, per le lacrime leggere e i sorrisi. L’isola ti riabbraccia, ma la tua musica resterà per sempre con noi.

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