Assemblea costituente circolo SI Acqui Terme

Acqui Terme, AVS: Assemblea pubblica al Circolo Galliano

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La scorsa settimana sono avvenuti tre eventi importanti: la festa per la vittoria del No al referendum, aperta a tutti coloro che si sono impegnati in questa battaglia di civiltà, la prima riunione pubblica di Sinistra Italiana ad Acqui Terme e l’assemblea pubblica in piazza di sindacati e dipendenti sulle Terme.

La riunione di Sinistra Italiana era in mezzo come a voler congiungere una battaglia vinta con una da combattere, un argomento nazionale con un argomento locale. Perché abbiamo inteso fare un autentico cerchio di ascolto e di proposta in cui si è dibattuto di società e di partito, ma soprattutto di costruire una nuova comunità coesa, che offra un ponte di mutuo soccorso e che abbia anche una rappresentanza politica forte al suo servizio.

Cos’è un partito veramente? Uno strumento democratico previsto dalla nostra Costituzione per permettere ai cittadini portatori di un idea di società di mettersi insieme e venire rappresentati politicamente. Da idea deriva la parola ideologia che non è una parolaccia, significa avere la stessa visione del mondo.

E la nostra visione viene da lontano ma si concretizza in lotte attuali: la lotta per la realizzazione della Costituzione, per il raggiungimento per la Pace, contro gli autoritarismi.

Siamo al fianco dei trecentomila che hanno sfilato pochi giorni fa nella manifestazione No Kings di Roma. Siamo nelle piazze di Gaza, siamo in quelle del NO politico a questo governo, siamo le ragazze e i ragazzi che protestano contro questo mondo in fiamme, anche andando a votare.

Ma torniamo su Acqui: noi ci proponiamo ora di creare un circolo di Sinistra Italiana in città come riferimento del territorio acquese in virtù di un progetto. Le parole chiave per la nostra amata cittadina, per il territorio che la circonda e per le altre realtà già consolidate con cui vorremo rapportarci sono: comunità rinascita e trasformazione.

Il mondo e la nostra realtà stanno cambiando e vogliamo essere noi, con tutti quelli che credono in una società aperta, libera e solidale, a decidere sul nostro futuro, che si prospetta sempre più “nero” senza un cambiamento radicale.

La destra parla spesso di sicurezza, ma non quella di un lavoro o uno stipendio degno che è alla base dell’indipendenza delle persone e delle famiglie e determina anche la loro salute fisica e mentale .

Per loro la “sicurezza” si fonda sulla paura del diverso e della diversità ed è fatta esclusivamente di manette e filo spinato. Noi crediamo che da questo atteggiamento persecutorio nei confronti di chi esprime in modo democratico il proprio dissenso, di chi lotta per difendere i diritti e di chi si cura di spazi dove ci si può incontrare senza consumare ad esempio, nasca al contrario l’insicurezza.

Crediamo che rilanciare le Terme sia necessario per tornare a dare alla nostra città quella identità per troppo tempo negata dalla gestione scellerata del bene pubblico delle acque termali, com’è necessario lavorare con e nel territorio circostante per rilanciare il turismo culturale e di qualità, e sostenere il duro lavoro degli agricoltori in difficoltà che fanno dell’agroecologia contadina il loro modello agricolo e non vogliono usare ogm e pesticidi, inoltre si deve promuovere nuove vetrine per il vino di qualità fatto a partire del lavoro degno di chi opera in campagna.

Il settore agricolo di piccola scala, colonna portante dell’economia del territorio, sta passando un momento terribile e il fatto che in certi paesi ci siano ancora coltivatori benestanti non deve farci prendere un abbaglio, molti settori iniziano a vedere la crisi e le banche di Acqui esistono grazie al lavoro di chi si dato da fare nelle varie zone agricole della Valle Bormida Acquese.

Ad Acqui inoltre non esiste quasi più il settore industriale, chiuso negli anni in cui trionfava la destra al grido: Acqui e bella! Non ha bisogno di industrie! Bisogna tutelare le aziende manifatturiere che resistono stoicamente sul territorio, sostenere l’agricoltura contadina agroecologica e solidale di qualità; solo così il turismo potrà continuare ad essere un’importante opportunità per la nostra città e per il territorio acquese tutto.

Contrastare e combattere questa crisi a cui le Destre ci hanno portato e migliorare la società trasformandola deve essere il primo pensiero di una forza di governo che parta dal basso pensando ad una città che sappia gestire lo spazio urbano: dal traffico veicolare agli spazi comuni all’aperto e che conosca e sappia valutare l’impatto ambientale (e non solo economico) dell’inquinamento.

La Valle Bormida è di nuovo sotto assedio: a valle di Acqui la Solvay e la discarica di Sezzadio sono 2 bombe ecologiche e a monte, nel savonese, che già ai tempi dell’ACNA ci ha così pesantemente compromesso l’ambiente, la destra ligure sta progettando un inceneritore che spanderà i suoi veleni fino a noi. Per non parlare della paventata discarica nucleare nella zona di Castelnuovo Bormida, ebbene è ora che Acqui alzi la voce contro questi progetti scellerati e si leghi ai comuni limitrofi per diventare finalmente, e non solo sulla carta, capofila di una VERA RINASCITA della Valle e della città stessa!

Stiamo nascendo come gruppo e siamo in ascolto di proposte e iniziative desiderabili per la città, perciò lanciamo anche un appello alla condivisione e all’adesione: se questa visione di Acqui e del mondo è in linea con la tua, partecipa alla prossima riunione e diventa protagonista di questo progetto.

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