2 luglio, Guglielmo Marconi e la nascita della radio
di Nico Colani –
Guglielmo Marconi e la nascita della radio: dal brevetto del 1897 alla rivoluzione delle telecomunicazioni
Il 2 luglio 1897 rappresenta una data storica per le telecomunicazioni mondiali. A Londra, il giovane inventore italiano Guglielmo Marconi ottenne il brevetto n. 12039 per il suo sistema di “telegrafia senza fili”, intitolato Improvements in Transmitting Electrical Impulses and Signals, and in Apparatus therefor. Quel brevetto, la cui domanda era stata depositata il 2 giugno 1896, segnò la nascita ufficiale della radio come tecnologia pratica e aprì la strada a una delle più grandi rivoluzioni della storia umana.
Chi era Guglielmo Marconi
Guglielmo Giovanni Maria Marconi nacque a Bologna il 25 aprile 1874 da padre italiano (Giuseppe) e madre irlandese (Annie Jameson). Fin da giovane mostrò un grande interesse per la fisica e l’elettricità, influenzato dalle scoperte di Heinrich Hertz sulle onde elettromagnetiche (1887-1888). A differenza di molti scienziati puri del tempo, Marconi aveva una visione pratica e imprenditoriale: trasformare quelle onde in un mezzo di comunicazione utile, superando i limiti dei cavi telegrafici.
Nel 1895, nella tenuta di famiglia a Pontecchio (Bologna), il ventunenne Marconi riuscì a trasmettere il primo segnale wireless su una distanza di circa 2,5 km. Deluso dal poco interesse del governo italiano, si trasferì in Inghilterra nel 1896, dove trovò sostegno nel Post Office britannico, in particolare da Sir William Preece. Lì perfezionò il suo sistema e depositò il brevetto che cambiò il mondo.
L’invenzione: la telegrafia senza fili
Il sistema di Marconi si basava sulle onde radio (all’epoca chiamate onde hertziane). Utilizzava un trasmettitore a scintilla e un ricevitore con coherer (un dispositivo che rilevava le onde). La sua grande intuizione pratica fu l’uso di antenne elevate e la messa a terra, che migliorarono enormemente la portata.
Nel 1897 dimostrò il sistema a La Spezia, raggiungendo 19 km con navi della Marina italiana. Fondò la Wireless Telegraph & Signal Company (poi Marconi Company). Le dimostrazioni si susseguirono: trasmissione attraverso il Canale di Bristol, poi distanze sempre maggiori.
Il culmine arrivò il 12 dicembre 1901: Marconi ricevette in Newfoundland (Canada) la lettera “S” (tre punti in Morse) trasmessa da Poldhu, in Cornovaglia, a oltre 3.000 km di distanza. Superò lo scetticismo di chi riteneva che la curvatura terrestre avrebbe bloccato le onde: in realtà, queste si riflettevano sulla ionosfera.
Nel 1909 Marconi condivise il Premio Nobel per la Fisica con Ferdinand Braun “per i loro contributi allo sviluppo della telegrafia senza fili”.
Gli sviluppi nel tempo
- Anni 1900-1910: La radio salvò vite in mare. Nel 1909, dopo il disastro del Republic, i segnali wireless coordinarono i soccorsi. Il Titanic (1912) usò la radio di Marconi per lanciare l’SOS, salvando centinaia di persone. La tecnologia divenne obbligatoria sulle navi.
- 1910-1920: Dal codice Morse alla voce. La valvola termoionica di John Ambrose Fleming (collaboratore di Marconi) e lo sviluppo della modulazione di ampiezza (AM) permisero la trasmissione della voce e della musica. Nel 1920 nacquero le prime trasmissioni radiofoniche regolari (KDKA negli USA, poi BBC nel 1922).
- Anni ’20-’40: L’era d’oro della radio. In Italia, la prima trasmissione ufficiale dell’URI (poi RAI) avvenne il 6 ottobre 1924. La radio diventò strumento di informazione, intrattenimento e propaganda. Marconi continuò a lavorare su onde corte e fasci direzionali (“Beam Wireless”).
- Seconda Guerra Mondiale e dopoguerra: Radar (sviluppato anche grazie alle intuizioni di Marconi sui microonde), radio per comunicazioni militari, transistor (1947) che resero i dispositivi portatili. La FM di Edwin Armstrong migliorò la qualità audio.
La radio oggi
Oltre 125 anni dopo quel brevetto, la radio è più viva che mai, anche se profondamente trasformata:
- Trasmissioni digitali (DAB/DAB+) offrono suono cristallino senza interferenze e dati aggiuntivi.
- Internet radio, podcast e streaming (Spotify, Apple Music, ecc.) hanno democratizzato l’accesso.
- 5G, Wi-Fi, Bluetooth e IoT discendono direttamente dai principi della comunicazione senza fili di Marconi.
- La radio rimane fondamentale in emergenza, nei paesi in via di sviluppo e per chi ama l’ascolto “lineare” (musica, talk, notizie in tempo reale).
Le onde radio sono alla base di televisione, telefonia mobile, GPS, satelliti, radar e comunicazioni spaziali. Senza Marconi, il mondo connesso di oggi non esisterebbe nella forma attuale.
Un’eredità immensa
Marconi morì a Roma il 20 luglio 1937. Fu un genio pragmatico, imprenditore visionario e patriota (fu anche senatore e presidente dell’Accademia d’Italia). Le sue invenzioni non furono solo tecniche: collegarono continenti, salvarono vite, diffusero cultura e informazione, e gettarono le basi per la società globale dell’informazione.
Oggi, nel celebrare quel brevetto del 2 luglio 1897, rendiamo omaggio non solo a un inventore italiano, ma a uno dei grandi artefici del mondo moderno. Come disse lo stesso Marconi: “Ho fatto in modo che le onde parlassero”. E da allora non hanno più smesso.
La radio, nella sua essenza, continua a connetterci – attraverso l’etere, le fibre e le nuvole digitali – proprio come sognava quel giovane bolognese alla fine dell’Ottocento.








